18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06

Cronaca

“Se il porto muore fallisce anche la città”

Casartigiani lancia l’allarme. Prosegue il presidio. Il presidente Prete: “Fondamentale l’udienza dell’8 al Tar”


“Con la crisi Evergreen anche l’autotrasporto rischia il collasso”. Sna Casartigiani scrive all’Autorità Portuale, al Prefetto e al Sindaco esprimendo forti preoccupazioni anche dal settore autotrasporto: “se il Porto di Taranto muore, fallisce una città”. “Molteplici, infatti, sono le aziende di autotrasporto su gomma che fanno parte di tutto il sistema della logistica del Porto di Taranto. Sono tante le aziende che in questi giorni vedono a repentaglio il proprio futuro e quello delle loro famiglie con la consapevolezza che se Tct e Evergreen lasciano Taranto a loro non spetterà la Cassa Integrazione”.

“Pur condividendo la situazione dei lavoratori dipendenti, vogliamo che la situazione del lavoro sottopagato e a rischio, sia a conoscenza di tutti” scrivono in una nota di Casartigiani gli autotrasportatori jonici che esprimo il loro disagio: “Attendiamo dalle istituzioni risposte e certezze, attraverso un formale tavolo istituzionale più volte richiesto dove confrontarci con Ilva – Evergreen e Tct e chiarire una volta per tutte quale sarà il futuro di Taranto. Le 1000 aziende iscritte all’albo degli autotrasportatori di Taranto con una forza lavoro di 1500 lavoratori dipendenti circa tra autisti e personale amministrativo, rischiano entro ottobre il licenziamento di massa e la chiusura delle aziende. Si parla di alternative che  al momento non esistono  è nostro interesse crearle ma al momento nessuno se ne preoccupa nè la politica nè  i sindacati, ne le istituzioni”.

Intanto, al porto, prosegue il presidio dei lavoratori che nei giorni scorsi hanno manifestato sotto Palazzo di Città per attirare l’attenzione sulla vertenza. Diversi gli appelli arrivati anche sul tavolo del Ministro Lupi, al quale si era rivolto nei giorni scorsi anche il sindaco Stefàno. Pare si stia lavorando per convocare un incontro romano. Per il presidente dell’Autorità portuale, Sergio Prete, da noi contattato telefonicamente, “fondamentale potrebbe essere l’udienza al Tar dell’8 ottobre sulla richiesta di sospensiva presentata dal raggruppamento di imprese escluso e che si era originariamente aggiudicato l’appalto per i lavori della banchina. Si potrebbero risbloccare i lavori e, così, superare le criticità – spiega il presidente dell’Authority – che, è importante sottolineare, derivano dalle sospensive e non da questioni procedurali”.

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