05 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 05 Dicembre 2021 alle 12:00:30

Cronaca

Dissesto, Condemi primo a denunciare i conti “allegri”


TARANTO – Dal benservito della Di Bello alla candidatura per Palazzo di Città. Il giallo sui numeri del dissesto ha scatenato un rovente dibattito in città. Il Viminale, infatti, avrebbe dato mandato all’Osl di comunicare tutti i dati e soprattutto di mantenere stretto riserbo. Secondo indiscrezioni si tratterebbe di una mossa dettata dalla campagna elettorale. Quelle cifre potrebbero prestarsi a strumentalizzazioni di ogni sorta.

Per il momento, il dissesto resta e i numeri dicono molto più delle parole: 147 milioni di euro di debito, in attesa dell’undicesima relazione dell’Organismo Straordinario di Liquidazione. Sembrano lontani i tempi in cui il Comune veniva messo in ginocchio dal default. Tutti ricordano i colpevoli ma forse qualcuno scorda chi, tra i primi, lanciò l’allarme. Ufficialmente il dissesto è stato dichiarato il 18 ottobre del 2007. Ma già nel corso del primo mandato della Di Bello si registrarono contrasti tra il sindaco e Condemi. Dissidi culminati con la lite tra l’attuale candidato sindaco del Pdl (all’epoca assessore ai Lavori Pubblici) e la Di Bello. Era il 2004 e l’avvocato protestava in maniera veemente contro una gestione troppo “allegra” delle casse comunali. Condemi parlava di sperpero di denaro pubblico, pagando poi a caro prezzo quelle accuse. Di lì a poco, infatti, il sindaco Rossana Di Bello decise di estromettere Condemi dalla sua giunta. Gli strascichi polemici che seguirono al ritiro della delega sono ben noti. Alle elezioni comunali del 2005, l’ex assessore si presentò come candidato sindaco sostenuto da una sola lista civica, riuscendo nell’impresa di raccogliere più del 9% dei voti e quindi circa 9.700 preferenze.

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