Cronaca

Ecco perchè non si può chiudere

Riflettori puntati sul polo ionico


TARANTO –  Professioni sanitarie, sull’allarme dei giorni scorsi, smorzato, solo in parte, da rassicurazioni arrivate in merito all’intenzione di mantenere i corsi tarantini, ora intervengono gli studenti. E lo fanno attraverso il sindacato studentesco Link e il suo portavoce Francesco Valentini.
“Negli ultimi giorni sono state diffuse voci inerenti la possibile chiusura dei Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie presenti a Taranto. Su tutta la vicenda riscontriamo una mancanza di correttezza da parte dell’Amministrazione Universitaria, che – nonostante sia ampiamente a conoscenza della preoccupazione diffusa tra gli studenti – si è limitata a smentire a mezzo stampa senza incontrare – attraverso le cariche istituzionali – gli studenti della sede interessata per spiegare esattamente qual è la situazione. Ci dichiariamo fortemente contrari alla chiusura di questi corsi di laurea e, nello specifico, alle modalità con cui la si vuole attuare. Gli studenti iscritti a Taranto – compresi quelli immatricolati al nuovo anno accademico, hanno il diritto di proseguire il loro percorso formativo nella sede del Polo Jonico fino al conseguimento della laurea, come è accaduto per tutti gli studenti iscritti ai corsi di laurea non più attivati (i corsi “ad esaurimento”, come ad esempio quelli della ex Facoltà di Scienze della Formazione)”. Gli studenti spiegano perchè una tale decisione sarebbe penalizzante.  “Fermo restando che protestare è un diritto dei docenti che non percepiscono la retribuzione, questo non è un problema che deve ricadere sul diritto degli studenti. Considerato poi che il problema della retribuzione dei docenti si conosceva già da tempo, ci domandiamo come mai Taranto sia stata indicata come sede formativa anche per l’Anno accademico 2014/2015 visto che che si rischiava di non poter far partire i corsi. Trasferire ora, poco tempo prima dell’inizio dell’anno accademico, gli studenti in altre sedi può arrecare gravi disagi. Gli studenti provenienti da Taranto e provincia si ritroverebbero a diventare studenti pendolari/fuori sede e conseguentemente dovrebbero far fronte a costi che non avevano preventivato (ad esempio le spese per trovare una stanza in affitto nei pressi della nuova sede, costi di trasporto). Va poi sottolineato che il bando Adisu che permette l’accesso ai servizi di borse di studio, mensa ed alloggi è scaduto ed è in corso la formulazione delle graduatorie, quindi gli studenti di Taranto che hanno presentato richiesta – nel caso vincessero la borsa – si vedrebbero accreditati l’importo previsto per gli studenti in sede pur ritrovandosi all’improvviso ad essere dei fuori sede (l’importo delle borse di studio dei fuori sede è maggiore), non potendo neanche fare domanda per il posto alloggio”. C’è una sottolineatura nella presa di posizione di Link: “Vogliamo che i corsi di laurea rimangano attivi, ma la loro attività deve essere legata indissolubilmente a dei criteri formativi d’eccellenza, poiché i laureati di questi corsi saranno professionisti che agiranno sulla salute delle persone. Siamo contro un mantenimento “di facciata” dei corsi”.
Nei giorni scorsi, ad intervenire è stata la sezione tarantina dell’ Aifi il cui responsabile. Alessandro Stasi ha voluto rimarcare : “E’ assolutamente inaccettabile che il Corso di Laurea di Fisioterapia, che ha sede a Taranto da oltre trenta anni, rischi di emigrare altrove”. L’Associazione  chiede garanzie “sulla qualità dei corsi, sulla didattica, sui docenti e sulla stessa sede, che  è tuttora provvisoria.
Gli studenti delle ex facoltà di Giurisprudenza ed Economia, attraverso  l’associazione Progetto Taranto Universitaria si schierano al fianco dei colleghi di Professioni Sanitarie “I medici impegnati per i corsi, non venendo pagati, hanno il sacrosanto diritto di scioperare in qualsivoglia maniera, senza ledere però un altrettanto sacrosanto diritto: studiare a Taranto”.

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