16 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Aprile 2021 alle 12:00:44

Cronaca

Canone acqua “Terre d’Apulia”, il Consigliere regionale Martucci comincia uno sciopero della sete

"Non mi fido delle promesse di Nardoni. Costi insostenibili"


L’assessore alle Politiche agricole Fabrizio Nardoni, nel corso del Consiglio Regionale, ha assicurato che la ‘questione acqua’, sollevata dal Consigliere Regionale di Martina Franca Antonio Martucci, sarà risolta con l’approvazione dei Piani industriali propedeutici alle procedure di attivazione degli impianti di affinamento e distribuzione delle acque reflue.

Assicurazioni che, però, non sono state giudicate sufficienti dal Consigliere regionale del gruppo Moderati e Popolari che al termine della seduta del Consiglio ha occupato la sala delle adunanze dando inizio, così come promesso, a uno sciopero della sete a oltranza in segno di assoluta contrarietà con le decisioni assunte dal Governo regionale, sino a quando non si troverà una soluzione ragionevole che vada nella direzione della tutela dei diritti dei cittadini pugliesi.

La protesta di Martucci, tra le altre cose, è relativa «alla questione dell’esosità dei costi dell’acqua fornita dal consorzio Terre d’Apulia, i cui agricoltori pagano, per la fornitura dell’acqua, un canone annuo di euro 235 più 3 euro al metro cubo di consumo. Una questione che non interessa soltanto gli agricoltori e gli allevatori, ma tutti i cittadini residenti nell’agro su territorio regionale. Costi esagerati e cattiva qualità del servizio su cui da mesi il Consigliere Regionale Martucci ha aperto un’aspra discussione politica».

«Mi dispiace dirlo, ma non mi fido delle parole dell’Assessore Nardoni – dice Martucci – perché già dallo scorso marzo dovevano essere pronti i piani industriali di cui ancora oggi non si sa niente. Alla mia richiesta di sospendere quindi ancora una volta i pagamenti e di posticipare la scadenza delle bollette successivamente all’approvazione di questi piani, l’Assessore Nardoni ha detto che questo è compito del commissario e non suo. In sostanza i cittadini dovrebbero subito tirare fuori i soldi e poi trovare una soluzione. Mi dispiace ma, ovviamente, io a queste condizioni non ci sto».
 

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