14 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Aprile 2021 alle 08:30:25

Cronaca

Uil: Attacchi ingiusti all’Authority del Porto

L'intervento del segretario Giancarlo Turi


La Uil difende l’Autorità portuale dagli attacchi di Tct. Lo fa in una nota a firma del segretario Giancarlo Turi.

“Un vero e proprio atto di accusa quello sferrato da Tct nei confronti dell’Autorità Portuale di Taranto. E’ quanto emerge dalla nota (prot. n. MGt14-0047L del 23 settembre 2014) con la quale l’Azienda, concessionaria del Terminal Jonico, ha riscontrato la richiesta formulata dal Comitato Portuale (con atto datato 16 settembre). Con tale atto, infatti, a fronte della paventata chiusura integrale del terminal ai traffici, si chiedeva, alla stessa Tct, di assicurare un livello minimo di operatività (cosiddetto traffico locale).

La missiva, oltre che apparire totalmente differente, quanto ai contenuti, rispetto ai confronti della richiesta, ha evidenziato, in modo chiaro, come le cause di ogni ritardo/disservizio, occorso al Porto di Taranto, siano, sostanzialmente, imputabili all’incapacità gestionale dell’attuale management della locale Autorithy. L’incipit, è, a dir poco, traumatico; all’accusa (rivolta, a Tct, dall’Autorità Portuale) di aver deciso di interrompere, unilateralmente, i traffici, la stessa Tct replica, definendo il proprio comportamento quale “logica conseguenza del mancato adempimento degli impegni presi e della necessità di porre rimedio a danni causati dal ritardato avvio dei lavori”. L’atto di accusa prosegue, poi, con una ricostruzione storica “dura e piccata” di tutti gli accadimenti che si sono susseguiti  sin dal 1998, l’anno in cui Tct muoveva i primi passi nel Porto di Taranto.

E, dopo i cronoprogrammi, vanamente invocati,  è arrivata la “cronistoria”. Appare, francamente, del tutto strumentale addebitare, all’Ap, i ritardi nella cantierizzazione delle opere, considerando che le motivazioni risiedono, essenzialmente, nel “contenzioso amministrativo seriale” innescato dalle ditte soccombenti, contenzioso il cui iter si protrae, oramai, da oltre un anno (prossima tappa quella dell’8 ottobre al TAR di Lecce). Ed è davvero strano che un tecnico, dell’esperienza del Direttore della Tct, ne disconosca le origini e, soprattutto, le cause. Noi prendiamo in prestito l’aggettivo utilizzato, dallo stesso direttore della Tct, per definire questa infinita querelle: “deprimente”. I preoccupanti ritardi, sin qui accumulati, non giovano proprio a nessuno; tanto meno a quei lavoratori, che vedono allontanarsi, pericolosamente, una prospettiva di futuro lungamente attesa. A nessuno sfugge che, nella tarda primavera dell’anno prossimo, scadrà il mandato del presidente Prete; e ci auguriamo che a nessuno venga in mente di sovrapporre o, peggio ancora, di anteporre le lotte di potere agli interessi della Città”.

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