Cronaca

Azzannato dal randagio


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TARANTO – Aggredito da un branco di cani randagi e azzannato ad una mano. E’ l’ennesimo episodio, spia della situazione di degrado ed abbandono che attanaglia soprattutto le zone periferiche della città. A farne le spese è stato, ieri pomeriggio, un bambino di 10 anni. Tutto è accaduto in pochi secondi, a Paolo VI, nel centro direzionale mar Piccolo. Erano le 17.30 quanto il ragazzino, che stava giocando in strada con i suoi amici, è stato aggredito da un branco di cani randagi. Uno di questi lo ha morso alla mano destra.

La profonda ferita è stata medicata e suturata con tre punti dai medici del pronto soccorso dell’ospedale Moscati (come mostra la foto che pubblichiamo). Successivamente i genitori del bambino si sono recati alla stazione dei Carabinieri di Paolo VI per sporgere denuncia. “E’ assurdo che i bambini non possano neanche giocare in strada – dichiara Angelo Di Ponzio, del centro direzionale mar Piccolo. In più occasioni abbiamo sollecitato le istituzioni affinché intervennissero per porre rimedio, ma nulla. Adesso la situazione è diventata insostenibile”. Eh già. La problematica è ben nota ai tarantini. Nel corso di questi ultimi anni, il fenomeno randagismo ha assunto tutti i contorni dell’emergenza. Una situazione che accomuna praticamente tutta la periferia ma non solo. Sono tante, infatti, le segnalazioni che arrivano quotidianamente a TarantoSera per ciò che attiene piazza Giovanni XXIII, meglio nota come piazza Carmine. Nel pieno centro cittadino branchi di cani randagi scorrazzano in piena libertà, creando paura e sconcerto tra i cittadini e qui pochi turisti che scelgono Taranto per trascorrere il week-end. Da non trascurare il disagio provato dai titolari degli esercizi commerciali che, in quella zona, pagano la tassa per l’occupazione del suolo pubblico, utile ad allestire gazebo con tanto di sedie e tavolini. “Chiedo alle Istituzioni, all’Asl ed alla Polizia Municipale di intervenire in maniera tempestiva – è l’appello di Angelo Di Ponzio. Chi ha il dovere di porre rimedio a questa situazione non può continuare ad aspettare che accada una tragedia. A Paolo VI non si può neanche passeggiare in bicicletta. Abbiamo paura di essere aggrediti. Ci sentiamo ostaggio dei cani randagi”.

Fabio Mancini

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