16 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Settembre 2021 alle 16:06:54

Cronaca

E ora tocca a Sebastio


TARANTO – Ora, con la chiusura dell’incidente probatorio, il timone torna nelle mani della procura che dovrà valutare le mosse da attuare per intervenire in un quadro descritto come gravissimo nella camera di consiglio di ieri. Il gip Patrizia Todisco, infatti, già la prossima settimana rispedirà al terzo piano di Palazzo di giustizia il corposo fascicolo dell’inchiesta in cui figurano indagati in cinque per una sfilza di contestazioni a cominciare da quella di disastro ambientale. Dopo la presumibile “tregua di Pasqua”, quindi il procuratore capo Franco Sebastio riunirà il pool di magistrati che sta seguendo la maxi indagine.

Al vertice certamente prenderanno parte l’aggiunto Pietro Argentino ed i sostituti Mariano Buccoliero e Giovanna Cannarile. Tre gli scenari ipotizzabili. Dal punto vista delle indagini i magistrati potrebbero ritenere superflua altra attività e definire l’inchiesta disponendo il canonico passaggio attraverso l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Indipendentemente da questo i magistrati valuteranno anche l’opportunità di intervenire dal punto di vista di un sequestro degli impianti. Una ipotesi che, alla luce del quadro tratteggiato in camera di consiglio da periti, appare tutt’altro che lontano. In caso di sequestro, ipotesi percorribile peraltro in ogni fase del giudizio, resta da valutare se i sigilli possano scattare su una parte degli impianti con o senza facoltà d’uso, in questo caso il destino dello stabilimento sarebbe segnato. In caso di facoltà d’uso è facilmente immaginabile che all’azienda possano essere imposti tempi strettissimi per un ulteriore adeguamento delle strutture aziendali diretto ad abbattere le emissioni inquinanti.

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