16 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Aprile 2021 alle 18:03:30

Cronaca

L’ora della protesta: “Il nostro mare è una risorsa”

Gli operatori balneari di Confcommercio contro i ritardi nella sistemazione del depuratore consortile finito sotto sequestro nel febbraio scorso


LIZZANO – Il sequestro risale al febbraio scorso, ma ad oggi il depuratore consortile resta nelle stesse condizioni di allora e con facoltà d’uso. Eppure erano stati annunciati lavori di affinamento delle acque che avrebbero impedito la colorazione scura del mare di Lizzano. Invece niente. Tutto è fermo a quella data.

Intanto un’altra estate è trascorsa e gli operatori balneari che su quella fetta di costa hanno investito denaro e passione si trovano con un pugno di mosche in mano. Sono stati loro che hanno attivato i controlli sfociati poi nel sequestro per superamento dei valori di inquinamento. Sono loro, gli operatori del Sib, il sindacato di Confcommercio, che stamattina hanno voluto inscenare una protesta contro il ritardo nell’esecuzione dei lavori di sistemazione del depuratore.

Vincenzo Leo, presidente del sindacato, ha guidato i suoi colleghi che, anche questa estate, hanno registrato perdite nella clientela proprio a causa dalla colorazione scura del mare. Un fenomeno legato all’emissione in acqua di enzimi contenuti nei reflui che alimentano la vegetazione marina e quindi la colorazione verdastro/marrone dell’acqua. Un fenomeno che allontana i bagnanti. Negli anni passati il sindaco Dario Macripò, anche lui stamattina tra i manifestanti, aveva emesso ordinanze per lo scarico in falda, ma poi con il sequestro la Procura gli ha impedito di continuare.

“La Regione ci dice di investire sul turismo marino – commenta intanto il presidente dei Confcommercio, Leonardo Giangrande – ma qui a Taranto, i depuratori sono un serio problema e negli uffici nessuno fa niente. Ci siamo battuti e continueramo e farlo per difendere il nostro mare che deve essere una risorsa”. Gli stabilimenti balneari non tollerano più questa situazione “ne va dei nostri bilanci” dicono. Lanciano l’appello alla Procura affinchè si dia seguito agli impegni assunti. Alcuni sono intenzionati a chiedere il risarcimento dei danni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche