04 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 20:35:00

Cronaca

“E’ una guerra tra poveri”


TARANTO – Sarà disincagliato giovedì prossimo il peschereccio della cooperativa “Ittica Cielo Azzurro”, fatto colare a picco nella notte tra venerdì e sabato nel primo seno del mar Piccolo. Ore di grande preoccupazione per il presidente della coop, Luciano Carriero, e per gli altri otto soci lavoratori che hanno subìto il pesante atto intimidatorio. Un inquietante attentato che può essere l’atto finale di una guerra tra poveri? “Proprio così. Abbiamo toccato il fondo. Ora nove famiglie della cooperativa sono in mezzo ad una strada.

Agli 80mila euro di danni, che tra l’altro non hanno copertura assicurativa, dobbiamo aggiungere il denaro che serve per disincagliare il peschereccio e per farlo trasportare nelle acque antistanti Porta Napoli. Abbiamo già incaricato una ditta privata che opererà, con un pontone, giovedì prossimo. Pensa, quindi, che l’intimidazione sia legata al lavoro della coop? “Appena abbiano preso posizione sulle concessioni in mar Grande a causa dell’inquinamento in mar Piccolo ci siamo fatti molti nemici. Noi riteniamo che per l’emergenza che riguarda la mitilicoltura tarantina sia necessario redigere un regolamento. Secondo noi è prioritario dare le concessioni per gli allevamenti in mar Grande alle coop che hanno operato nel primo seno del mar Piccolo. Ce ne sono molte e sono in crisi nera. I politici secondo me stanno complicando tutto perchè vogliono accontentare tutti. Devono prendere una decisione perchè solo così si possono salvare le cooperative che non sanno più come andare avanti. Ad esempio l’attentato dell’altro giorno per noi è stato il colpo finale. Siamo fermi, non stiamo lavorando. Il peschereccio affondato è indispensabile per lavorare in mar Grande. Era meglio quando le concessioni venivano gestite dalla Capitaneria di Porto. Quello dei giorni scorsi non è stato l’unico danneggiamento. Ci hanno preso di mira già sette mesi fa. Dopo essere stati danneggiati dall’emergenza cozze, è arrivato il furto di diverse attrezzature depositate all’interno di un container. Motori marini, generatori di corrente e macchinari indispensabili per il nostro lavoro, con danni per 20mila euro. Continuiamo a vedere gli effetti della crisi che sta colpendo la mitilicoltura. Oramai come le ho detto è una guerra tra poveri. Così non si può più andare avanti. Non so più come assicurare lo stipendio ai dipendenti”.

Giovanni Nicolardi

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