17 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Aprile 2021 alle 18:16:49

Cronaca

Scacco al clan: 52 arresti. Nella rete presunti appartenenti ai clan De Vitis-D’Oronzo

Nel mirino la mafia tarantina che cambia nome ma che rimane pericolosissima


Alias, ovvero la mafia tarantina che cambia nome ma che rimane pericolosissima.  

Un blitz antimafia, condotto la scorsa notte dalla polizia, ha decapitato i clan locali con 52 arresti.

Tra gli arrestati dalla Squadra Mobile di Taranto nell’ambito di un inchiesta coordinata dalla Dda di Lecce c’è anche Salvatore Scarcia, di Policoro, ritenuto responsabile della detenzione finalizzata allo spaccio di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal gip del Tribunale di Lecce Alcide Maritati su richiesta del pubblico ministero Alessio Coccioli. L’operazione, denominata “Alias”, riguarda presunti appartenenti a organizzazioni legate ai clan D’Oronzo -De Vitis accusate di associazione mafiosa, traffico di droga, omicidio, estorsione, rapina e detenzione di armi.

Le indagini hanno accertato che il gruppo criminale operava nel capoluogo jonico e  aveva articolazioni anche in Lombardia e Sardegna. Attualmente solo due persone risultano irreperibili. Il clan secondo l’accusa avrebbe dettato legge in città   imponendo il “pizzo” ad esercizi commerciali di un certo livello.

Erano anche pronti a fare la guerra con altri gruppi malavitosi pur di avere il monopolio su tutte le attività illecite tra le quali il traffico di droga. Per gli stupefacenti il era in affari con trafficanti lucani e calabresi.

Alla conferenza stampa, tenuta stamattina per illustrare l’operazione, erano presenti il magistrato dell’antimafia nazionale, dottor Mengoni, il procuratore antimafia di Lecce, dottor Cataldo Motta, il suo sostituto, dottor Alessio Coccioli, il questore Enzo Mangini e il capo della Mobile, dottor Roberto Giuseppe Pititto.

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