Cronaca

Dopo il blitz antimafia ora trema il Palazzo

Al vaglio dell'Antimafia gare e procedure sospette. L’ipotesi: uomini del gruppo De Vitis-D’Oronzo inseriti nella macchina comunale


Una città mafiosa. O, meglio, una città dove la mafia si era infiltrata in centri sportivi alla moda, nei ristoranti lussuosi, nei bei negozi.

E – su questo sono al lavoro gli uomini dell’Antimafia – anche nella macchina amministrativa del Comune di Taranto. Un’ipotesi di lavoro più che concreta, quella di cui ha accennato il procuratore della Dda, Cataldo Motta, censurando il comportamento del Comune.

Impossibile non accorgersi che il Centro Magna Grecia – frequentatissimo, va detto, dalla ‘Taranto bene’ – fosse moroso per centinaia di migliaia di euro. Quel centro era affidato a Fabrizio Pomes, ex consigliere comunale e – per i magistrati – referente del clan De Vitis-D’Oronzo, che aveva rimesso le mani sulla città.

Lo stesso Pomes che a D’Oronzo, in una intercettazione, dice di aver piazzato un “uomo loro”, un consigliere comunale amico, nella Commissione Assetto del territorio del Comune, quella in cui si scrive il futuro della città. Quel consigliere non è indagato. Ma certo è inquietante quanto emerge dalle parole dell’imprenditore- politico, (conosciuto in città pure per la passione per l’Inter, con tanto di foto con allenatori e calciatori nerazzurri) anche in ragione di altri episodi. C’è un consigliere comunale che viene avvicinato, in modi poco amichevoli, in città vecchia, da quattro persone che dicono di parlare per conto dei boss.

C’è Michele De Vitis, fratello del mamma-santissima Nicola e marito del consigliere comunale Castellaneta (anche lei non indagata), che è presente in consiglio, insieme ad un ispettore della Polizia Provinciale “del quale peraltro sono stati accertati rapporti diretti e confidenziali con Orlando D’Oronzo”.

Il Gip scrive di “insopportabile pressione operata” da parte del gruppo criminale De Vitis-D’Oronzo “non solo sulla sicurezza pubblica ma
anche sugli imprenditori e sui palazzi delle Istituzioni”.

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