Cronaca

Il caso-Ilva, i sindacati chiamano Gnudi

Fim, Fiom e Uilm chiedono un incontro al commissario per fare il punto sul piano industriale e ambientale. O si rischia la mobilitazione. Il processo resta a Taranto


Le segreterie territoriali di Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto un incontro al Commissario straordinario Gnudi ed alla direzione Ilva Spa.

L’appuntamento è destinato a fare il punto sullo stato di avanzamento della situazione dello stabilimento tarantino circa il rilancio del colosso siderurgico.

“L’auspicio – scrivono le segreteria provinciali dei tre sindacati di categoria – è quello di poter registrare un confronto produttivo rispetto ai temi fondamentali in campo. Una nuova Ilva richiede nuovi partner industirali che si facciano carico del rilancio e della innovazione dello stabilimento ionico, del suo risanamento ambientale e della salvaguardia dei posti di lavoro dei diretti e degli appalti. Dal piano industriale e dal piano ambientale non si può prescindere. Peraltro, in questi punti si è impegnato il presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi nell’incontro di settembre in Prefettura a Taranto. Diversamente – concludono – queste organizzazioni sindacali valuteranno le eventuali azioni di mobilitazione che si rendessero necessarie”.

Intanto sul fronte giudiziario il processo “Ambiente svenduto” resta a Taranto. Ieri la prima sezione penale della Corte di Cassazione ha rigettato l’istanza di rimessione proposta da 15 dei 52 imputati che volevano il trasferimento a Potenza del procedimento giudiziario. Favorevolmente al trasferimento si era espresso anche il commissario Gnudi, a differenza del suo predecessore Bondi.

Per conoscere le ragioni che hanno indotto la Cassazione a lasciare a Taranto il processo bisognerà attendere un mese. Ontanto la Cassazione tornerà ad occuparsi di “Ambiente Svenduto” il prossimo 4 febbraio, quando dovrà esaminare l’istanza di ricusazione del gup Wilma Gilli in merito alla posizione dell’ex assessore provinciale Michele Conserva (tra gli imputati).

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