01 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 01 Dicembre 2020 alle 16:25:46

Cronaca

Condemi: Stefàno? Il sindaco del nulla


TARANTO – “Se diventassi sindaco, nei primi 100 giorni di governo, mi dedicherei al problema più essenziale ed urgente: la creazione dei presupposti favorevoli al consolidamento delle imprese commerciali esistenti e all’insediamento di nuove attività imprenditoriali”. Ospite della redazione di TarantoSera, il consigliere comunale Aldo Condemi, candidato sindaco del Pdl alle elezioni del 6 e 7 maggio spiega gli obiettivi del suo programma non disdegnando dure critiche all’operato del sindaco uscente. Consigliere, come giudica l’operato di Stefàno nel corso del suo mandato? “Mi basterebbe soffermarmi su una sua affermazione, rilasciata ieri al vostro giornale: amiamo Taranto.

Come può dire “amiamo Taranto” un sindaco che a dicembre del 2011 ha rilasciato il nullaosta affinchè l’Ilva ottenesse l’autorizzazione all’esercizio dell’attività siderurgica e a distanza di pochi mesi la Magistratura ha affidato una perizia super specializzata a tecnici molto distanti dal Comune? Gli stessi hanno rilevato che l’Ilva non solo non ha adottato le migliori tecnologie per inquinare meno, ma addirittura le aveva superate. Saputo questo il sindaco si è prodigato a giustificarsi come il bambino colto con il dito nella marmellata e fare un’ordinanza in considerazione del momento e del tempo. Non poteva che essere la reazione di chi voleva dire: io, non c’entro niente. A seguito della perizia della magistratura l’Aia è stata sospesa. Lui dice “amiamo Taranto” ma mi domando: può amare Taranto chi ha rilasciato un nullaosta con affermazioni così contrarie alla verità e di una gravità inimmaginabile poiché avrebbero consentito non la tutela della salute ma la veicolazione di malattie mortali dietro lo scudo di una legittimità inesistente? Lei è avvocato quindi conosce bene la legge. Ci piacerebbe capire dove vuole arrivare… “Semplice, se il comportamento di Stefàno è stato dettato da un errore mi auguro che la magistratura apra immediatamente gli opportuni accertamenti e faccia il suo corso perchè quanto accaduto costituisce sicuramente ipotesi di reato anche se non siamo noi a dover giudicare…”. Ovviamente. Ma Stefàno avrà pur fatto qualcosa durante la sua gestione. “Stefàno potrei definirlo il sindaco delle tante parole, delle tante convocazioni, dei tanti contrasti, dell’enorme disponibilità ma, passando alla concretezza ed alla realtà, il sindaco del nulla”. Sì, ma in particolare a cosa si riferisce? “Ad esempio mi chiedo: il tavolo del 17 aprile circa le problematiche dell’Ilva che valore può avere qualche giorno prima del voto? E soprattutto, durante questi cinque anni chi gli ha impedito di occuparsi delle tematiche relative all’inquinamento? I cittadini dovrebbero iniziare a guardarsi intorno per cercare di intravedere una sola opera pubblica. Si accorgerebbero che ha soltanto colmato buche e fatto rotatorie diventate leggendarie per l’elevata percentuale di incidenti stradali. Dopo il suo mandato Taranto è entrata nel guinness dei primati a livello nazionale per il record di città con più lacerazioni dei pneumatici per via delle buche. Credo che lo rivoteranno solo i gommisti”. E’ lei cosa ha fatto nel periodo in cui ha ricoperto l’incarico di assessore ai Lavori Pubblici? “Ricordo di aver avviato la costruzione del Mazzola, un cantiere abbandonato da almeno 10 anni. Ho realizzato il raddoppio del cimitero di Talsano su una superficie di 100mila metri quadrati e della piscina comunale. Per la realizzazione di queste due opere mi sono avvalso del progetto di finanza, uno strumento utilizzato per la prima volta in Italia. Durante il mio assessorato sono state evase 12mila pratiche di condono edilizio facendo incassare al Comune circa 12-13 milioni di euro. Nei 15 anni precedenti ne erano state evase appena 274. Dopo la mia revoca da assessore, per i noti contrasti con l’amministrazione, ne erano rimaste 9.000 da evadere e quindi si potevano incassare altri 10 milioni di euro. Lo sa quante ne sono state evase dopo? Appena 5”. Lei ha parlato di contasti con l’amministrazione. Perchè ha litigato con la Di Bello? “Non ero d’accordo con la gestione dell’Ente. Mi sono opposto sin dall’inizio al modus operandi che prevedeva l’enorme dispendio di risorse pubbliche. Non ero d’accordo ed ho sempre preso le distanze da quel modo di amministrare la “cosa pubblica”. Anche per questo il sindaco Di Bello decise di revocare la mia delega”. La sua investitura di candidato sindaco è giunta a conclusione di un percorso a dir poco tortuoso. Come mai si è perso così tanto tempo nel Pdl? “E’ vero siamo arrivati all’ultimo minuto ma nel mio partito non esiste un soggetto che impone e gli altri ubbidiscono. E’ mancata una scelta in un momento di riflessione perchè era venuta meno la figura di chi si è occupato sempre di queste cose. Il compianto on. Pietro Franzoso, che se fosse stato presente, senza nulla togliere all’attuale coordinamento che ritengo eccellente, il candidato sindaco lo avrebbe scelto da mesi e credo che lo avrebbe individuato nella classe politica del partito”. Se diventasse sindaco, cosa farebbe nei primi 100 giorni di governo della città? “Mi dedicherei al problema più essenziale ed urgente: la creazione dei presupposti favorevoli al consolidamento delle imprese commerciali esistenti e all’insediamento di nuove attività imprenditoriali. Questo perchè ogni attività produttiva è fonte di reddito in quanto crea retribuzione mediante assunzioni. Retribuzioni che vengono spese nelle attività commerciali. Più denaro circola, più l’economia gira”. Qualche giorno fa ha dichiarato di puntare alla vittoria al primo turno. Sarebbe pronto a scommetterci? “Mi auguro di vincere al primo turno. Siamo in fase di rimonta. Ad ogni modo, ritengo che si andrà al ballottaggio”. In quel caso cosa succederebbe con At6? “Se dovessi essere io ad andare al ballottaggio ritengo che Mario Cito, al di là di un apparentamento che credo non sarebbe giusto fare anche se a decidere sarà il partito, potrebbe far parte della mia squadra di governo, indipendentemente dal padre”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche