Cronaca

Usura, raffica di rinvii a giudizio

Stamattina la decisione del gup. Tra gli imputati Nicola Cippone e Luciano Donati. Assolte tre persone che hanno scelto l’abbreviato


TARANTO –  Processo antiusura “Cippone”: raffica di rinvi a giudizio. Tra gli imputati Nicola Cippone e Luciano Donati. La decisione del gup che ha accolto la richiesta avanzata dal procuratore aggiunto Pietro Argentino. re assolti anche tra gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato. Si tratta di Maria Donati e Francesco Durelli , figlia e genero di Donati e del commerciante  Michelangelo Palmisano, tutti difesi dall’avvocato Salvatore Maggio. Quarantaquattro le persone  coinvolte  nell’operazione che nel 2010 sgominò una presunta organizzazione dedita all’usura. I militari della Finanza di Taranto e i poliziotti della Squadra Mobile eseguirono diciassette ordinanze di custodia cautelare, quattordici delle quali in carcere. Nella circostanza, furono sottoposte a sequestro quote societarie, numerose auto e disponibilità finanziari. Il volume d’affari dell’organizzazione dedita all’usura e alle estorsioni sgominata nel capoluogo jonico si aggirava intorno ai quattro milioni di euro. I presunti usurai avrebbero prestato ingenti somme di denaro, in un caso 100mila euro, agli imprenditori in stato di bisogno. L’organizzazione era ben radicata sul territorio e ognuno dei singoli associati aveva uncompito ben definito: c’era chi prestava il denaro perche’ in possesso di una forte disponibilità finanziaria, c’erano gli addetti alla riscossione, che intimidivano le vittime che erano in ritardo coi pagamenti, e c’erano i riciclatori, che dovevano porre all’incasso i numerosi assegni ottenuti dagliimprenditori.  Numerosi gli  imprenditori e i commercianti caduti nella rete nella presunta organizzazione dei presunti cravattari. L’indagine, supportata anche da intercettazioni telefoniche e ambientali, era stata avviata nel dicembre del 2007 dopo la denuncia presentata da una delle vittime. Chi non rispettava i pagamenti veniva minacciato o era costretto a cedere quote della società all’organizzazione.

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