16 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Aprile 2021 alle 15:43:58

Cronaca

“Infiltrazioni mafiose. Il Sindaco chiarisca”

Blitz Alias. La richiesta di Forza Italia dopo i sospetti sul Comune


Discussione e relazione da parte del sindaco in Consiglio comunale.

Questa, in soldoni, la richiesta urgente inoltrata questa mattina al presidente del Consiglio comunale dal gruppo di Forza Italia composto da Tony Cannone, Giampaolo Vietri, Mario Cito, Cosimo Ciraci e Adriano Tribbia. Ieri, a scatenare la bagarre in Consiglio l’intervento del consigliere Bonelli che hanno chiesto chiarimenti in merito alle dichiarazioni rilasciate dal procuratore Antimafia, Cataldo Motta, che ha censurato il comportamento del Comune nell’ambito del procedimento che nei giorni scorsi ha fatto scattare l’operazione denominata “Alias”.

Dopo il niet del presidente del Consiglio Bitetti (“l’argomento non è all’ordine del giorno”) Bonelli, seguito dai consiglieri Capriulo, Liviano e Venere ha abbandonato l’aula in segno di protesta. Prima di recarsi dal prefetto, i consiglieri hanno annunciato una raccolta di firme per chiedere lo scioglimento della massima assise comunale per “sospetta infiltrazione mafiosa”. Nel mirino è finita anche la consigliera del Nuovo Centrodestra, Giuseppina Castellaneta, moglie di Michele De Vitis, tra i 52 arrestati nel blitz della polizia, che ieri ha distribuito una lettera per ringraziare i consiglieri “sono colpita dall’affetto di molti colleghi. I miei comportamenti sono stati sempre esemplari per linearità e correttezza”.

Oggi nuovo capitolo della vicenda con la richiesta dei consiglieri di Forza Italia.

“In riferimento ai noti fatti riguardanti le attività della Direzione Investigativa Antimafia ed alle dichiarazioni rilasciate dal Procuratore di Lecce, Cataldo Motta, che ha ipotizzato responsabilità dell’amministrazione comunale in accenno alla propria gestione, riteniamo – si legge nella nota del gruppo Forza Italia – che su questioni di tale portata, che hanno fortemente scosso l’opinione pubblica e la cittadinanza rappresentata, debba essere volontà comune a tutte le forze politiche, senza distinguo alcuno, garantire una discussione pubblica su quanto emerso al fine di fare chiarezza. A tale proposito, poiché ciò non è stato possibile nell’ultima seduta di Consiglio per ragioni regolamentari, abbiamo formalizzato una richiesta di convocazione urgente del Consiglio comunale atta ad un indifferibile discussione e relazione da parte del sindaco di Taranto anche al fine di arginare azioni strumentali che inevitabilmente delegittimato il Consiglio comunale nella sua interezza”.

Ieri il sindaco, a margine del Consiglio, ha bollato gli ipotetici condizionamenti mafiosi all’interno dell’Amministrazione comunale come “di una volgarità e cattiveria che offende l’ente. Chi insinua questo – ha detto Stefàno – dimostra di non volere bene alla città. Lasciamo alle autorità preposte fare una diagnosi del problema”.

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