21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Aprile 2021 alle 09:00:54

Cronaca

Stefàno: “Contro di me usano metodi mafiosi”

Intervista al Primo Cittadino che rispedisce al mittente le accuse e avvisa: “Non mi dimetto. Se ci sarà bisogno farò un rimpasto”


“Stanno mettendo in atto una manovra inaccettabile. Questa continua operazione calunniosa è un’arma mafiosa. Gettano ombre sul mio lavoro con l’obiettivo di delegittimarmi. Ma io, per senso di responsabilità, devo rimanere qui. Non mi dimetto”.

Il sindaco Ippazio Stefàno, nel corso di una intervista rilasciata oggi a Taranto BuonaSera, rivela fatti e circostanze per spiegare l’operato dell’Amministrazione comunale, finita nell’occhio del ciclone dopo l’operazione della polizia “Alias”, che ha portato all’arresto di 52 persone, ma soprattutto dopo le dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa dal procuratore antimafia Cataldo Motta che ha censurato alcuni comportamenti del Comune.

Al centro delle polemiche la gestione del Centro Sportivo Magna Grecia e le relative implicazioni di una vicenda che ha portato quattro consiglieri comunali (Angelo Bonelli, Dante Capriulo, Gianni Liviano e Francesco Venere) ad avviare una raccolta di firme per chiedere lo scioglimento del Consiglio per “sospetti di infiltrazioni mafiose”.

Sindaco, cosa risponde a chi paventa infiltrazioni mafiose all’interno dell’Amministrazione comunale?
“Per ogni valutazione ci sono le autorità preposte. Posso solo dire che se la magistratura avesse avuto intenzione di sciogliere il Consiglio per infiltrazioni mafiose lo avrebbe comunicato al prefetto”.

In aula, qualche giorno fa, alcuni consiglieri le chiedevano un chiarimento riguardo alla vicenda.
“Nei miei confronti continua ad esserci un accanimento violento. Io volevo rispondere che non abbiamo niente da nascondere perché siamo noi le vittime”.

Ecco, ci spieghi il suo punto di vista. Ritiene che ci siano stati comportamenti censurabili da parte di assessori o dirigenti del Comune?
“Se ci sono state delle lentezze sono attribuibili al fatto che abbiamo la metà dei dirigenti a disposizione delle altre città d’Italia. In queste condizioni abbiamo comunque concluso il rapporto riguardante la gestione del Centro Sportivo Magna Grecia con uno sfratto. Non ci sono altri elementi. Avanzavamo 250mila euro perchè non pagavano il fitto. Loro dicono di aver fatto lavori, delle migliorie, ma quegli interventi dovevano essere autorizzati, quindi non può esserci una compensazione. Il contenzioso era questo. A tutti gli assessori al Patrimonio, che si sono succeduti durante la mia gestione, ho sempre detto che dovevano tutelare il patrimonio dell’Ente e vigilare sulle assegnazioni”.

A proposito di appalti. Nell’ultimo rimpasto ha deciso di non assegnare, tenendo per sè, la delega ad Appalti e Contratti. Ha avuto sentore che qualcosa non stesse andando per il verso giusto?
“Il sentore che posso avere avuto io è che c’erano delle lentezze. Tanta gente veniva a protestare perchè alcuni appalti non partivano, nonostante l’iter fosse stato completato da mesi. Per questo ho voluto assumermi la responsabilità di questo settore, affidando in via temporanea la delega al comandante dei vigili, Matichecchia”.

E’ stato ascoltato dagli inquirenti quale persona informata dei fatti, riguardo alle vicende relative al Centro sportivo Magna Grecia?
“Forse tanti anni fa sono venuti a prendere delle carte ma non sono mai stato interrogato sull’argomento”.

Chiederà di essere ascoltato?
“Non ho nulla da chiarire. Nel momento in cui chiedessi all’antimafia di ascoltarmi sarebbe un po’ come dire che hanno sbagliato a non sentirmi fino ad ora”.

Ha pensato alle dimissioni?
“E cosa c’entro io? Siamo stati noi a sfrattare quella gente. Quando mi fu proposto Pomes, come assessore della Giunta, non esitai ad esprimere la mia contrarietà perchè lavorava con l’Amministrazione comunale”.

Sindaco, qualche settimane fa, sempre dalla colonne del nostro giornale, ha dichiarato di essere disponibile ad un eventuale ingresso del Nuovo Centrodestra all’interno della Giunta comunale. E’ cambiato qualcosa da allora?
“Era solo una provocazione. In quel periodo si parlava di “larghe intese”. Io, che ero contrario a quella formula, ho pensato di lanciare questa provocazione aprendo al Nuovo Centrodestra. Ma non abbiamo problemi di numeri. In Giunta ho sempre evitato di avere conflitti di interesse”.

Sta pensando di cambiare nuovamente l’assetto della sua squadra di governo dopo le elezioni provinciali e, soprattutto, dopo le polemiche riguardanti le accuse nei confronti dell’Amministrazione comunale all’indomani dell’operazione “Alias”?
“Dopo le elezioni la situazione è cambiata. Ci sono consiglieri comunali che sono anche consiglieri provinciali. C’è bisogno di ridiscutere i ruoli”.

Sta pensando ad un nuovo rimpasto di Giunta?
“Se la maggioranza dirà che la distribuzione non è armonica farò un rimpasto. Senza armonia ce ne andiamo tutti a casa”.

Ha ricevuto la lettera di Vendola? Il Governatore parla di ritardi nel piano Urban dicendo che “occorre completare gli interventi nei termini previsti, altrimenti si rischia di restituire le risorse. La città – secondo il presidente della Regione – perderebbe importanti opportunità di rilancio”. Come risponde all’accusa di ritardi nella redazione del piano?
“Ho già risposto con una lettera. Gli atti di nostra competenza sono stati completati ormai da giorni. Abbiamo rimandato la conferenza stampa di presentazione per impegni di varia natura. Oltre a due uffici del Comune, che hanno dovuto lavorare a luglio e agosto per redigere il piano, si tratta di una responsabilità in capo all’Asl, e quindi di competenza regionale, e del Demanio. Quindi il Comune, anche in questo caso, non ha colpe di cui scusarsi”.
 

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