12 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Aprile 2021 alle 07:19:17

Cronaca

Gli assenteisti negano le accuse


TARANTO – Hanno scelto il silenzio i primi dipendenti della Asl di Taranto accusati di assenteismo. Gli altri, invece, hanno respinto ogni addebito. Oggi spazio agli interrogatori, davanti al giudice delle indagini preliminari dottoressa Patrizia Todisco. Durante un blitz della Guardia di Finanza, non sono stati trovati negli uffici in cui avrebbero dovuto prestare servizio: l’inchiesta riguarda impiegati nelle sedi Asl di viale Magna Grecia.

Nei loro confronti, il magistrato titolare dell’inchiesta Enrico Bruschi ha chiesto l’adozione di una misura interdittiva per truffa contestando le aggravanti di aver commesso il fatto in danno di un ente pubblico e in violazione dei doveri di chi svolge un pubblico servizio. Gli ulteriori accertamenti sui cartellini hanno fatto i presunti casi di truffa aggravata ai danni dell’azienda sanitaria che, secondo l’accusa, veniva indotta in errore e corrispondeva ai singoli dipendenti la retribuzione anche per il tempo in cui si erano assentati. Insomma, un classifico caso di furbetti del cartellino. Da quanto emerso dalle indagini, una buona parte dei presunti assenteisti timbrava i cartellini dei colleghi registrando il loro ingresso mentre questi si trovavano altrove. Prima di decidere sulla misura interdittiva chiesta dal pubblico ministero il giudice delle indagini preliminari ha voluto convocare gli indagati per un interrogatorio nel corso del quale poter fornire la loro versione dei fatti. A difendere i dipendenti dell’azienda sanitaria locale finiti nel mirino dei carabinieri, un folto collegio difensivo, formato, tra gli altri, dagli avvocati Luigi Semeraro, Raffaele Errico, Pasquale Lisco, Antonio Mancaniello, Andrea Tra-ni, Eligio Curci, Michele Rossetti, Vincenzo Vozza, Rocco Maggi, Egidio Albanese. Gli interrogatori sono proseguiti per tutta la mattinata di oggi, dopo che una prima tranche di indagati ha scelto di non rispondere.

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