20 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 20:01:12

Cronaca

Dopo il blitz “Alias”, le imprese ’sane’ chiedono legalità

L’Ance plaude all’ultima operazione culminata in 52 arresti


“La recente operazione “Alias” che ha messo in luce il tentativo della criminalità di sottoporre ai propri schemi imprese ed enti locali merita un generale apprezzamento nei confronti della Polizia di Stato e della Magistratura”, così il presidente di Ance Taranto, Antonio Marinaro, a pochi giorni dall’operazione culminata in 52 arresti.

“La legalità, oltre ad essere un valore fondante della nostra convivenza, per le imprese di costruzione diventa condizione determinante per operare in quadro di concorrenza sana e leale, nella quale competere nel rispetto delle regole. La crisi dell’edilizia , come è noto, attanaglia il settore ed il rischio sicurezza non deve ulteriormente recar danno alle tante imprese regolari che, spesso in affanno, non possono da sole fronteggiare la concorrenza di chi si muove secondo altre logiche e finalità”.

“L’attenzione sulla legalità delle istituzioni preposte, soprattutto nel mercato degli appalti, resta dunque sempre alta e per Ance è un fatto estremamente positivo che consente a quella parte preponderante di economia sana di avere fiducia ed aspettative positive sul futuro”.
Secondo il Presidente Marinaro, anche alla luce dei fatti di cronaca, “va compiuta una generale riflessione sul rapporto tra imprese ed enti locali che possa contribuire ad assicurare sicurezza per gli investimenti e nel contempo impermeabilità a qualunque tentativo di illegalità”.

“Uno dei nemici da fronteggiare è anche la burocrazia – continua Marinaro – con il suo intreccio di disposizioni normative spesso contraddittorie e paralizzanti che invece di agevolare gli investimenti creano ad arte quei passaggi obbligati che, in un clima esasperato, aprono le porte ad interventi illeciti”.

Primo compito dell’azione pubblica dovrebbe essere, quindi, proprio quello “della semplificazione e velocizzazione di pratiche e autorizzazioni, con una politica che si assume fino in fondo le proprie responsabilità con l’obiettivo di conservare gli investimenti sottraendoli così a qualunque forma di illegalità”.

In questo senso il problema è nazionale, dicono da Ance Confindustria, come alcuni esempi dimostrano.“ Nelle Marche, a Borgo Pace, un ordigno bellico inesploso blocca lavori e sistemazioni urbanistiche e crea pericolo con i suoi 150 chili di tritolo perché il Comune non trova i soldi per la polizza assicurativa; nella vicina Monteiasi importanti opere di sistemazione idrogeologica sono bloccate per la lentezza con la quale Enel riconfigura i collegamenti elettrici. E la messa in sicurezza idrogeologica è alla base del dramma di Genova dove i finanziamenti per le opere giacciono da anni inoperosi, con le tragedie che si ripetono, per il rimpallo di responsabilità tra enti e ministeri”.

“La patologia è la stessa – conclude il presidente di Ance Taranto – i sintomi: l’irresponsabilità degli amministratori e una burocrazia paludosa. Ora è il tempo di passare dalla diagnosi alla cura, una cura valida per tutto il nostro Paese. A Taranto come ovunque questa servirà per riconsegnare sicurezza negli investimenti e arginare qualunque forma di ingerenza criminale nella nostra economia”.

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