14 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Aprile 2021 alle 15:33:31

Cronaca

Martino Tamburrano: “Nuove nomine per tutte le partecipate”

Il presidente della Provincia annuncia fondi per Isolaverde interventi per Palazzo degli Uffici e attacca l’ex commissario


Archiviato anche il voto di domenica scorsa, che ha eletto i nuovi e ultimi presidenti di Provincia in tutta Italia, si può ora guardare con maggiore oggettività e serenità alle vicende che hanno portato Martino Tamburrano sullo scranno più alto di Palazzo degli Uffici.

Presidente, si possono finalmente mettere alle spalle le polemiche e cominciare ad occuparsi dei veri problemi del nostro territorio?
“La pretesa di intruppare il voto alla Provincia come voto di partito è stato un errore, perché non si può limitare la libera scelta di un amministratore vincolandola a questo o a quel colore politico. Il voto su di me è stato un voto a favore del territorio, per questo ho vinto”.

Sarà più facile ora risolvere la questione delle deleghe prima assegnate e poi sospese?
“Ho intenzione di riassegnarle alle persone alle quali le avevo già assegnate la prima volta, e non perché abbiamo fatto un inciucio, ma perché bisogna mettersi subito al lavoro”.

Da dove intende cominciare?
“In questo ultimo anno e mezzo di commissariamento la Provincia di Taranto è stata assente da ogni tavolo, sia concertativo che decisionale. Dobbiamo riprendere da questo”.

Noto una vena di polemica nei confronti del Commissario che l’ha preceduta.
“Il commissario ha portato la Provincia ad essere la grande assente su ogni problema, da quello ambientale a quello occupazionale, passando per scuole e viabilità. Più volte mi è venuto il sospetto che si sia trattato di una inefficienza voluta”.

Accuse pesanti, che però rischiano di essere smentite dalla soluzione che proprio il commissario ha trovato per la vicenda di Isolaverde, tanto per fare un esempio.
“Ma non scherziamo, su Isolaverde il commissario ha voluto forzare la mano con la Regione, ma la verità è che ancora oggi non c’è la disponibilità promessa e ora rischiano di partire i licenziamenti”.

Ci sta dando una notizia?
“Non mi fraintendete. Intanto sulla vicenda di Isolaverde mi faccia fare un ringraziamento particolare ai sindacati ai quali va tutta la mia riconoscenza. Per questo mi sto adoperando per reperire risorse dal bilancio provinciale, forse abbiamo trovato 800mila euro”.

A proposito del bilancio, ma lo approvate?
“Noi sì, entro pochi giorni, lo approveremo. Ma la cosa grave è che non lo ha approvato il commissario, forse per non prendersene la responsabilità”.

Poi cosa succede?
“Dobbiamo lavorare per recuperare il tempo perso, a cominciare dalle vertenze occupazionali per garantire il posto di lavoro a chi ce l’ha, ed impegnarci a trovarne di nuovi”.

Alla stregua di Isolaverde sul tavolo c’è il problema dell’Istituto Paisiello.
“Intanto posso dare una garanzia: il Paisiello non chiuderà. Detto questo non può restare un problema in capo alla sola Provincia di Taranto, anche lo Stato deve fare la sua parte, per questo domani sarò a Roma. Non è possibile che i settanta operatori del Paisiello costino quanto tutta Isolaverde”.

Visto che siamo in clima di confidenze, che cosa ha da dire ai ragazzi dell’Archita cacciati dalla loro sede storica di Palazzo degli Uffici?
“Sul Palazzo degli uffici avanzerò questa proposta: ristrutturare l’Archita dove far tornare gli studenti e liberarci di tutto il resto. Se non verrà accolta questa proposta posso già anticipare che uscirò dalla convenzione”.

Dulcis in fundo, l’ambiente. Durante la campagna elettorale lei è stato duramente attaccato sulle tematiche ambientali, l’hanno persino accusata di connivenze e di ambiguità, ma finora non ha mai risposto. Ne vuole approfittare ora?
“Ho poco da dire su questo argomento se non che bisogna subito allontanare i palafrenieri e bisogna iniziare a programmare. Non ho nessun timore di affrontare un argomento certamente spinoso ma importantissimo come quello ambientale, e per questo al tavolo per le bonifiche presenzierò personalmente. Infine bisogna aprire un dialogo serio e trasparente con le grandi industrie del territorio, ci devono dire che cosa vogliono fare e che livello di sicurezza ci garantiscono”.

Tutto questo con il management attuale?
“No, ho intenzione di applicare un rinnovamento totale per le nomine di tutte le partecipate ed una rotazione tra funzionari e dirigenti all’interno dell’ente. Bisogna recuperare energie ed entusiasmo, e per farlo c’è bisogno di persone motivate”.

Un’ultima domanda. L’ambiente a Taranto non vuol dire solo ciminiere, ma anche rifiuti, tant’è vero che siamo forse la provincia con il maggior numero di impianti in Puglia. Ma è possibile che la monnezza di mezza Italia ce la debbano venire a scaricare sotto casa?
“Per questo Taranto si è fatta la nomea di pattumiera d’Italia. E la colpa è principalmente di Vendola che fa passare decisioni politiche sotto l’ombrello della solidarietà. Ma questa storia è finita”.

Michele Mascellaro
Direttore Responsabile

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