Cronaca

Senza casa, dormono in auto


TARANTO – Senza casa, dormono in auto. E’ il dramma di una coppia, Antonio De Francesco, di 44 anni, di sua moglie Giovanna Santoro, di 41, e della loro figlia quindicenne. Da un paio di settimane, da quando hanno dovuto lasciare un appartamento situato in via Mazzini, Antonio, Giovanna e la ragazzina sono costretti a dormire all’interno di una Fiat Stilo che il papà ha parcheggiato in piazza Bettolo. “Siamo disperati – dice Antonio (nella foto) – ho perso il lavoro tre anni fa. Sono un piastrellista intonachista ma non riesco a trovare una occupazione. Io e mia moglie siamo esasperati soprattutto per nostra figlia che studia e che a scuola è anche promettente. Una ragazzina di 15 anni non può dormire in un’auto. Temiamo che possa ammalarsi ulteriormente visto che soffre già di bronchite”.

La famiglia per un anno ha abitato in un appartamento per il quale a pagare l’affitto é stato il Comune. Per una settimana l’amministrazione ha anche pagato la stanza di un albergo, ma ora la casa di padre, madre e figlia è una macchina vecchia e impolverata. “Ieri mi moglie si è incatenata davanti a Palazzo di Città- dice Antonio- e oggi è tornata di nuovo davanti alla sede del Comune per chiedere aiuto. Abbiamo bisogno di una mano, non ce la facciamo più. Il Comune ha pagato l’affitto di una casa per un anno, un albergo per una settimana e ci ha dato un piccolo sussidio, ma ora gli assistenti sociali ci ha detto che non ne abbiamo più diritto. Ci aiutano, per quel poco che possono, anche i nostri i genitori ma non può andare avanti così. Il sindaco e l’assessore ai Servizi Sociali devono aiutarci”. La disperazione si legge sui volti di Antonio e Giovanna che da due settimane vivono con la loro figlia quindicenne nella macchina. Ieri mattina la donna si è incatenata davanti a Palazzo di Città per attirare l’attenzione degli amministratori pubblici. La sua situazione é solo uno dei tanti casi drammatici che si registrano nel territorio. Una Taranto disperata dove due donne si incatenano perchè non hanno casa o non possono pagare l’affitto. Un gesto eclatante in un periodo di profonda crisi economica che sta generando nuovi poveri. Grosse difficoltà per disoccupati, precari e pensionati che sempre più spesso sconfinano nella povertà.

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