26 Febbraio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Febbraio 2021 alle 19:45:35

Cronaca

Cgil: “A Taranto con la crisi condizioni di lavoro e retribuzioni da medioevo”

Massafra: “Renzi inaugura fabbriche modello ma non conosce la reale condizione del nostro mercato del lavoro"


«In queste ultime settimane con piccoli esempi che provengono dal nostro punto di osservazione abbiamo spiegato il perché la riforma dello Statuto dei Lavoratori non ha nulla di strategico e non serve a nulla, anzi il contrario: estende di fatto a tutti un ricatto insopportabile al limite dell’incostituzionalità tra diritti, dignità e lavoro».

Giuseppe Massafra, segretario generale della CGIL di Taranto, chiama a raccolta per venerdì 17 ottobre (a partire dalle 9.00 nell’aula Magna dell’Istituto Tecnico “Fermi” in corso Italia 306 a Taranto) l’attivo dei quadri e delegati del suo sindacato e sintetizza una presa di posizione netta nei confronti di quello che in questi giorni sta passando come una riforma del mercato del lavoro e che la Cgil nazionale sintetizza nell’hashtag  #tutogliioincludo (TU TOGLI, IO INCLUDO).

Il sindacato va dunque in controtendenza. «Mentre il segno della riforma di Renzi tende a cancellare – si legge nella nota di Giuseppe Massafra -, la Cgil pensa ad estendere un diritti che fino a ieri riguardavano prevalentemente solo i lavoratori delle grandi imprese (al di sopra dei 15 dipendenti). Una platea totale di 9milioni di lavoratori (su 23milioni) e solo il 3% delle aziende italiane».

«Nell’attivo di venerdì faremo il punto su una situazione che ha del paradossale e che qui a Taranto la crisi ha contribuito a rendere ancora più selvaggia – dice Massafra – perché se l’idea del cambiamento della politica economica di questo paese passa dalle forche caudine del Job Acts significa che Renzi avrà forse inaugurato qua e là qualche fabbrica “modello” in giro per l’Italia ma non conosce la reale condizione del paese e del nostro mercato del lavoro, costretto ancora a registrare licenziamenti vergognosi e discriminatori in un call center da sottoscala, in una grande fabbrica dell’appalto Ilva, o nelle centinaia di piccole e medie aziende che di fronte alla crisi impongono condizioni di lavoro e retribuzioni da medioevo».

«L’ombrello dell’art. 18 dunque – anche per la Cgil di Taranto – rimane un riparo troppo piccolo per un mercato del lavoro che via via si snatura e si imbarbarisce». 

Nell’attivo di venerdì la voce di questo mondo farà una sintesi di istanze da portare a Roma il prossimo 25 ottobre nell’ambito della manifestazione indetta dalla Cgil nazionale.

 

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