11 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Aprile 2021 alle 17:10:34

Cronaca

L’emozione di mons. Santoro


TARANTO – Si è detto “emozionato e commosso”, meravigliato e impressionato dalla partecipazione popolare. E’ stato questo l’impatto con i Riti della Settimana Santa del nuovo arcivescovo di Taranto. Mons. Filippo Santoro nel suo discorso pronunciato dal ballatoio della chiesa di San Domenico all’uscita dell’Addolorata alla gente “assiepata nelle viuzze” non ha dimenticato i due marinai prigionieri in India, i disoccupati e i lavoratori del mare. Il suo è stato un messaggio di speranza per la città.

Ecco alcuni dei passaggi più significativi: “è con profonda commozione e gratitudine che vengo a benedire l’inizio di questo suggestivo pellegrinaggio della Madre di Dio, che ha inizio questa notte nel cuore della Città Vecchia. Saluto ciascuno di voi con affetto fraterno e desidero sostenere fin d’ora in questa fatica penitenziale il priore con tutti i suoi confratelli e collaboratori. Un saluto cordiale va al padre spirituale monsignor Cosimo Quaranta. Permettetemi di mandare il mio abbraccio a tutti i tarantini emigrati e che sono sicuro ci seguono dalle emittenti radiotelevisive con particolare nostalgia. I riti della nostra Settimana Santa sono conosciuti in tutto il mondo anche grazie ai media che li seguono con passione e che ringrazio per i loro sforzi”. “Mi commuove particolarmente pensare che i nostri avi, con finezza spirituale e sapienza popolare, in questa processione che apre a mezzanotte il Venerdì Santo abbiano letto l’ansia e il dolore di Maria, che venendo a sapere della cattura di Gesù ha percorso in lacrime i vicoli di Gerusalemme in cerca di lui, fin quando il suo sguardo non si è incrociato con quello del Signore crocifisso”. Il dolore della Madonna, ha spiegato ad una folla attenta l’arcivescovo, abbraccia il dolore di tutte le mamme e di tutti voi. “Cari fratelli e sorelle, dalla cima di queste scale, vedendovi assiepati in queste viuzze, si percepisce il bene che i Tarantini vogliono alla Madonna Addolorata. Vi chiedo di interpretare questo bene e questo momento di penitenza come occasione per ciascuno di voi di ritornare a Dio. Fidatevi di Maria che vi conduce a Gesù e vi sostiene nel dolore e nella notte più dura della prova. Mai lo sconforto e lo scoraggiamento prenderà il sopravvento su di noi se rimarremo legati al suo manto. L’Addolorata non ci avvicina solo al calvario, apre i nostri occhi alla luce della risurrezione. Il vostro pellegrinaggio interiore non si concluda stanotte o domattina, ricordatevi che la vostra meta è la Santa Pasqua. Vi ricordo che la Chiesa oggi ci chiede una mensa frugale e l’astinenza dalla carne, perché ognuno si prepari con serietà alla gioia della Resurrezione. Madre Santa, Vergine Addolorata benedici Taranto e in modo particolare questa Città Vecchia. Benedici i due marinai prigionieri in India e le loro famiglie, perché possano rincongiungersi presto ai loro cari”.

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