17 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Aprile 2021 alle 18:16:49

Cronaca

L’Arsenale militare ‘sbarca’ sul mercato

Il rimorchiatore civile “Magna Grecia” nel bacino Brin per manutenzione. In arrivo altre 6 unità


Il rimorchiatore “Magna Grecia” in Arsenale per manutenzioni navali.

Si tratta, come viene specificato in una nota stampa del Comando marittimo, dell’istituto della “permuta” attraverso il quale l’Arsenale militare di Taranto prosegue la politica della Marina Militare di apertura delle proprie strutture. La ‘permuta’ in particolare prevede in cambio di prestazioni e/o servizi messi a disposizione dell’amministrazione la fornitura di una controprestazione equivalente in lavori e/o materiali.

Il rimorchiatore civile “Magna Grecia” ha concluso in questi giorni le operazioni di messa a secco nel bacino in muratura Benedetto Brin dello stabilimento arsenalizio. L’unità, di proprietà della Società Rimorchiatori Napoletani, con un dislocamento di 670 tonnellate, lunga 30 metri e larga 10, dovrà effettuare lavori di manutenzione nell’ambito di un accordo tra la Marina militare e il consorzio navalmeccanico di Taranto (CNT) che prevede l’immissione in bacino di sei rimorchiatori della stessa società.  Con questa collaborazione le soste di unità mercantili, presso l’arsenale, saliranno a quota 9 nel giro di pochi mesi.

“Con questo approccio la Marina Militare intende valorizzare al massimo le potenzialità dei propri stabilimenti e impianti per renderli redditizi per lo Stato facendo divenire gli arsenali siti “duali e produttivi” il più possibile autonomi dal punto di vista finanziario. Tali nuove modalità di collaborazione lavorativa costituiranno per gli Arsenali della Marina militare e per la stessa Forza Armata una grande opportunità di crescita permettendo alla stessa di confrontarsi con il mercato specializzato civile sia in termini economici che di puntualità nelle commesse. Tutto ciò anche a beneficio dell’industria navalmeccanica e di tutto l’indotto locale del settore per il quale tali attività rappresentano possibilità aggiuntive in termini di lavoro in un momento di criticità finanziaria ed occupazionale. Le società armatoriali italiane, infine, potranno usufruire di un valido e competitivo interlocutore nazionale che permetta loro di non rivolgersi esclusivamente al mercato estero”.

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