19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 07:17:57

Cronaca

Stipendi d’oro alla Asl, “Progetti obiettivo? Necessari”

In 50 pagine i giudici spiegano il perchè dell’assoluzione dell’ex dg Urago e degli altri 23 imputati


“La complessa istruttoria dibattimentale ha consegnato al Tribunale una chiara e completa visione del processo organizzativo della Asl Taranto 1 e delle relative problematiche gestionali ed operative nel periodo storico di riferimento (l’anno 2006) anche per come ereditate e pervenute all’Urago dalla pregressa e disordinata amministrazione”. In 50 pagine il tribunale, presidente Alessandra Romano e a latere i giudici Elvia Di Roma e Giovanni Caroli, spiega il perchè dell’assoluzione dei 24 imputati nell’inchiesta per gli stipendi d’oro all’azienda sanitaria locale.

La pubblica accusa aveva chiesto la condanna di tutti gli imputati a pene comprese tra i 2 e i 3 anni e 4 mesi di reclusione. Arrivò invece l’assoluzione per Marco Urago, all’epoca dei fatti direttore generale dell’Asl, per Giancarlo Magno, all’epoca dei fatti dirigente responsabile dell’ufficio formazione, per Giuseppe Serafini, Vincenzo Bovino, Anna Rosa Ligorio, Cosima Rito, Raffaella Zaccagni, Antonio Conoci, Giovanni Gravina, Francesco Paolo Rossetti, Maria Natale, Gabriele Argentieri, Innocenza Franco, Aurora Ciulli, Agnese Vita Massaro, Angela Elia, Anna Cabino, Tiziana Turturici, ex dirigente dell’ufficio legale dell’Asl, Maria Carmela Boccuni, funzionaria dell’area legale, Giuseppe Maraglino, Gaetano Mirizzi, Cristina Pugliese, Francesco Tedeschi e Teresa Quero. Secondo l’accusa iniziale di peculato, gli imputati – dirigenti e funzionari della Asl – avevano beneficiato indebitamente di compensi aggiuntivi nell’arco del 2006 per oltre 445.000 euro, grazie ai cosiddetti progetti obiettivo, come accaduto al Comune – ed il pm aveva fatto un parallelismo tra i due casi.

Per i giudici, invece “il ricorso allo strumento dei progetti obiettivo si era imposto nella prassi operativa dell’Urago come necessario al fine di riformare la politica aziendale all’interno di una amministrazione quale la Asl, altamente disorganizzata e resa inefficiente da una importante carenza di organico, col preciso obiettivo di inaugurare nuovi standard di efficenza e produttività e di migliorare l’assetto operativo aziendale”. “Un ulteriore dato” si legge nelle motivazioni “sul quale la Procura fonda la propria accusa è quello secondo il quale l’illegittimità della condotta degli impianti si ricaverebbe dall’assenza del raggiungimento degli obiettivi che i singoli progetti obiettivi si proponevano di realizzare (…) deve darsi atto che il dibattimento ha permesso di appurare l’effettività della prestazione lavorativa svolta dai dipendenti impegnati nelle singole attività progettuali e l’effettività dei correlativi risultati”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche