12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 06:11:00

Cronaca

Ilva, i soldi nelle mani del gip. Attesa per il verdetto di Milano

“Ballano” il miliardo e duecento milioni sequestrati dalla magistratura lombarda. Il commissario Gnudi ha chiesto il dissequestro, no dei Riva


E’ attesa per  la decisione sulla richiesta avanzata nelle scorse settimane dal commissario straordinario dell’Ilva Piero Gnudi di sbloccare e trasferire nelle casse del gruppo di Taranto un miliardo e duecento milioni di euro sequestrati nel maggio 2013 alla famiglia Riva nell’ambito dell’indagine dei pm Stefano Civardi e Mauro Clerici nella quale Adriano Riva e due commercialisti rispondono di truffa ai danni dello Stato e di trasferimento fittizio di beni.

Il gip milanese Fabrizio D’Arcangelo, davanti al quale si è tenuta l’udienza a porte chiuse per discutere l’istanza presentata in base al decreto legge “Terra dei fuochi”, si è riservato di decidere. La difesa di Adriano Riva stamane ha sollevato eccezioni relative al possibile contrasto della norma con la Costituzione e con la Cedu (Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo). I pm, invece, non si sono opposti all’istanza, ma hanno sottolineato nei loro interventi che i soldi, qualora andassero all’Ilva, dovrebbero essere utilizzati solo per il piano ambientale, come prevede la legge, e non per altri scopi.

Dieci milioni di euro per i danni economici e d’immagine alle imprese agricole è la richiesta presentata da Confagricoltura Taranto durante l’udienza preliminare del processo “Ambiente Svenduto” svoltasi giovedì 16 ottobre scorso. Dunque, nel processo alla grande industria dell’acciaio, l’Ilva, e ai suoi tanti “rivoli”, anche l’organizzazione agricola – che rappresenta centinaia di aziende – presenta il suo conto, assieme ad altre più di mille costituzioni di parte civile per un ammontare totale di diverse decine di miliardi di euro di danni.

Una vicenda complessa in cui Confagricoltura Taranto, rappresentata e difesa dall’avvocato Donato Salinari, punta ad ottenere un equo risarcimento per i danni causati dall’inquinamento ambientale e dagli effetti collaterali che questo ha provocatoDel caso Ilva si parlerà anche a Roma, all’Università Lumsa, il 23 ottobre alle 16 nel corso del convegno “Bella da morire” curato dall’organizzazione studentesca “Good Morning, Youth”. All’incontro interverranno Luigi Oliva per il “Comitato per Taranto”, Palmira Scalam-andrè, docente di storia e filosofia del liceo scientifico Battaglini di Taranto, Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia e Fiammetta Mignella Calvosa, docente di sociologia dell’ambiente e del territorio della Lumsa.

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