26 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Settembre 2021 alle 20:36:00

Cronaca

Ferrari e Porsche le preferite dai maghi della truffa


TARANTO – Il fenomeno delle auto clonate è in continuo aumento nella Città dei Due Mari. Parlano chiaro i dati in possesso della Polizia Stradale. Da dieci persone denunciate nel 2009 si è passati a quarantatrè nel 2011. E nei primi due mesi del 2012 la Polstrada ne ha già scovati cinque. E l’ultimo blitz denominato “Cloning” ha fatto cadere nelle rete sette persone specializzate nel riciclaggio di auto di lusso. Quattro sono tarantine, due di Martina Franca e una di Grottaglie. Sotto chiave ben 18 auto di grossa cilindrata tra le quali Ferrari, Porsche, Audi A6 e A8, Bmw X6, Mercedes, Land Rover e Mini Cooper.

Il raggiro, che supera il milione di euro, ai danni di tre società di noleggio auto del nord Italia. Le indagini sono partite l’estate scorsa dopo una segnalazione da parte della Polstrada di un capoluogo del nord Italia riguardo alla possibile clonazione di una macchina, immatricolata in quella provincia, con un altro veicolo in circolazione nel Tarantino. La Stradale ha scoperto che il gruppo noleggiava macchine di grosso valore tra Milano e Prato e se ne impossessava dopo aver denunciato lo smarrimento dei documenti di circolazione. Le ritargava, utilizzando documenti falsi e successivamente provvedeva a venderle con la complicità dei titolari di due rivendite di auto usate. Gli agenti diretti dal dottor Mazzotta e dall’ispettore Accogli, hanno eseguito perquisizioni nelle abitazioni di quattro dei sette indagati ed hanno sequestrato carte definite interessanti. I maghi della clonazione realizzano questa forma di riciclaggio servendosi di documenti falsi o rubati, in bianco, e di targhe false. Esiste un mercato parallelo di documenti che sono stati rubati, ad esempio, negli uffici delle motorizzazioni. I falsari li compilano imitando alla perfezione i caratteri apposti dagli uffici dello Stato. Le targhe false possono trarre in inganno anche i periti più bravi e la scoperta dei veicoli clonati è casuale: dopo un incidente stradale o durante un passaggio di proprietà o revisione periodica. Secondo gli esperti che studiano il fenomeno, nella maggior parte dei casi gli acquirenti finali dei veicoli clonati sono in assoluta buona fede, e, al momento del sequestro, ricostruire la catena del raggiro sembra sia particolarmente difficile. Spesso la scoperta viene fatta grazie alla presenza in banche dati diverse di due auto con la stessa targa. In altre circostanze sono stati gli autovelox a svelare la presenza di un clone. Per smascherare i maghi della clonazione è necessario riconoscere la macchina taroccata entro pochi mesi dalla sua reimmissione sul mercato. La carta vincente per le organizzazioni criminali è la rapidità con cui il veicolo giunge nelle aree portuali, pronto per essere imbarcato sul traghetto. Veicoli vengono rinvenuti negli Emirati, in Liberia e nel Nordafrica e nei Paesi dell’Est Europa. Gli investigatori della Polizia stradale italiana sono considerati tra i più bravi detective in grado di smascherare anche i migliori taroccamenti.

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