19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06

Cronaca

La capitale dei falsi incidenti


TARANTO – Dal 2008 fino ad oggi la Polizia Stradale ha denunciato un esercito di persone per falsi incidenti. Quasi mille “professionisti” delle truffe alle assicurazioni finiti nella rete e il numero pare sia destinato ad aumentare sempre più. La media di quasi un denunciato ogni due giorni: nel 2008 sono stati centotrentaquattro, l’anno successivo centodieci, nel 2010 trecentodiciannove e nel 2011 duecentocinquantasei. Ma il trend probabilmente è destinato a salire visto che nei primi mesi del 2012 si registrano già centocinquantadue segnalati all’autorità giudiziaria.

Grazie alle indagini condotte dalla Squadra di polizia giudiziaria della Stradale, diretti dall’ispettore Salvatore Accogli e coordinati dal vice questore aggiunto Giacomo Mazzotta (nella foto) sono venute a galla decine di incidenti denunciati più volte dalle stesse persone o dai loro famigliari. A pianificare i raggiri più componenti di una stessa famiglia, con la complicità di amici e conoscenti. Taranto, purtroppo, è considerata tra le città più a rischio. Ci sono stati episodi, anche comici, come una truffa alla compagnia assicurativa segnalando un incidente in cui era rimasta coinvolta una vecchietta alla guida di una moto di grossa cilindrata . I promotori, per pianificare i raggiri, hanno utilizzato poi sempre la stesse autovetture. In una indagine, ad esempio, hanno denunciato che la stessa macchina era rimasta coinvolta in dieci incidenti in un solo mese. In un altro caso uno dei promotori in un anno è stato risarcito per ben trenta volte e in uno dei tanti episodi una delle persone coinvolte si è superata facendo risultare a bordo della macchina della controparte, come passeggeri, tutto il suo nucleo familiare: padre, madre, fratello e cognata. Per gli incidenti sono stati utilizzati moduli Cai, documenti d’identità e dichiarazioni attestanti trasferimenti di proprietà, tutti rigorosamente fasulli. E una delle più grosse operazioni della Polizia Stradale è stata la “Delfino”, con 47 persone arrestate, 16 che hanno ricevuto l’obbligo di dimora e 251 indagate a piede libero. L’organizzazione riusciva a spillare grossi risarcimenti alle compagnie di assicurazione e per rendere verosimili le denunce utilizzavano documentazioni costruite a tavolino e grazie anche a ricettari medici in bianco, rubati. Certificati che venivano compilati all’occorrenza per inserirli nei fascicoli dei sinistri. E una volta andato a buon fine il raggiro, il bottino veniva spartito tra gli autori della truffa. Nella rete persone già note alle forze dell’ordine, ma anche professionisti. Avrebbero messo in piedi un gruppo in grado di pianificare incidenti falsi per intascare risarcimenti veri. Indennizzi per un centinaio di falsi incidenti per una stangata alle compagnie stimata in oltre un milione di euro. L’indagine avviata nel 2007, in seguito ad una denuncia presentata dalla compagnia di assicurazione vittima del gigantesco raggiro. Ad aumentare i sospetti il fatto che si pagasse soprattutto per incidenti con bici.

Giovanni Nicolardi

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