16 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Aprile 2021 alle 15:43:58

Cronaca

“A Talsano è vietato morire”, nel cimitero mancano i loculi

Conti: “Le assegnazioni non sono state ancora fatte. La questione va affrontata subito”


A Talsano è “vietato morire”. O, meglio, “i cittadini di Talsano devono attendere a morire perché nel cimitero mancano i loculi per la sepoltura”. A lanciare l’allarme su “un’emergenza annunciata da tempo” è Alfredo Luigi Conti, componente del coordinamento provinciale Fi di Taranto.

“C’è un problema giudiziario che si trascina dal sequestro di una parte (quella nuova) del cimitero, avvenuto il 4 febbraio 2013 su mandato del Tribunale di Taranto” ricorda Conti. “Sono stati sequestrati preventivamente numerosi manufatti edilizi utilizzati dal concessionario, nell’ambito di un procedimento penale aperto sulla realizzazione delle opere nel cimitero di Talsano. Naturalmente l’intera questione va affrontata guardando non a soluzioni tampone ma ragionando su tutto ciò che è possibile fare per dare una risposta esaustiva, e quanto più possibile definitiva, ad una problematica molto sentita dalla popolazione. Credo che non si può più attendere, bisogna nel breve tempo possibile definire la proprietà e il possesso della struttura cimiteriale”.

Ma come si arriva alla situazione di oggi?
“Nel 2010 il Comune di Taranto elabora la graduatoria ufficiale delle 22 domande alle società di Mutuo Soccorso e Confraternite e le invia per le assegnazioni delle aree al gestore del cimitero di Talsano. Successivamente, non c’è stata nessuna assegnazione. Da circa un anno il Comune di Taranto si è inserito come gestore del cimitero, tuttora le comunicazioni per le assegnazioni non sono ancora avvenute. E’ il caso di dire che non c’è posto nel vecchio cimitero, come non c’è posto neanche nel nuovo cimitero. Allora cosa si fa? Bisogna andare al S. Brunone, oppure andare a Leporano, Pulsano, Faggiano? Molti cittadini, mi hanno informato di questa anomala situazione e presumo che, non si può andare avanti così. Chiediamo a chi di dovere, di affrontare nel più breve tempo possibile la problematica”.

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