15 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Aprile 2021 alle 16:13:34

Cronaca

Dissesto bis, «Pronti a rivolgerci alla Procura»

Dopo il pronunciamento della Corte dei Conti che ha censurato il rendiconto 2012, Forza Italia chiede le dimissioni di Stefàno


«Visto che in altri tempi qualcuno ha vinto le elezioni portando le carte in procura noi siamo pronti a fare altrettanto, cioè a mettere all’attenzione dei giudici tutti gli atti relativi al bilancio approvati dall’amministrazione comunale».

Piovono critiche sull’operato della Giunta Stefàno dopo la notifica, da parte della Corte dei Conti, del parere relativo al rendiconto 2012. Nel documento i giudici mettono in evidenza la «limitata riscossione di entrate da recupero dell’evasione; massiccia operazione di stralcio dei residui attivi ante 2008; scarsa riscossione dei residui attivi ante 2008; mancanza di motivazioni in merito al mantenimento ed alla cancellazione dei residui attivi; presenza di debiti fuori bilancio di rilevante ammontare; perdurante assenza di un sistema di scritture contabili in grado di integrare, contestualmente, la rilevazione finanziaria con quella economica e patrimoniale».

Ma nella relazione si fa cenno soprattutto ai “sintomi di dissesto”. Una circostanza che ha infiammato il dibattito politico. «Chiediamo chiarezza su tutte le criticità sollevate dalla Corte dei Conti – ha dichiarato Tony Cannone, capogruppo di Forza Italia in Consiglio
– visto che, secondo quanto riportato dai giudici, c’è il rischio di un nuovo crac. Noi non sappiamo se queste mancanze siano derivate dall’incapacità politica della Giunta Stefàno e della sua maggioranza o se ci siano altre motivazioni, una cosa è certa: nei prossimi giorni studieremo le carte con i nostri avvocati ed esperti contabili per ricostruire l’intera vicenda. Se ce ne sarà bisogno porteremo tutti gli atti in procura. Per il momento ci limitiamo a chiedere le dimissioni del sindaco Stefàno non solo perchè detiene la delega al Bilancio ma anche perchè in sette anni e mezzo di gestione del Comune ha pensato solo a spostare gli equilibri politici. La sua maggioranza continua a fare e disfare gruppi con il solo obiettivo di nominare assessori».

Sul pericolo di “dissesto bis” si registra anche l’intervento del presidente della Camera di Commercio, Luigi Sportelli. «Taranto rischia un secondo dissesto, un’autentica sciagura per l’economia, per le imprese e per i cittadini. Da troppo tempo, quasi inascoltati, evidenziamo i danni che il dissesto dichiarato dal Comune capoluogo nel 2006 ha provocato all’economia cittadina e provinciale. I risultati economici degli attori territoriali – prosegue Sportelli – sono stati pesantemente condizionati da una imposizione fiscale elevatissima, che ne ha penalizzato e continua a penalizzarne il grado di crescita e competitività. Gli effetti del primo default sono stati devastanti, in termini di perdite economiche su quanto vantato dai creditori e, addirittura, di sopravvivenza delle imprese e delle famiglie».

Il presidente Sportelli ricorda anche lo studio pubblicato dalla Camera di Commercio nel 2013 «un grido di allarme che nessuno ha colto. Come è possibile – sottolinea il presidente della Cdc – che in soli sei esercizi, tra il 2007 ed il 2012, una Amministrazione
ripartita senza alcun debito proprio a seguito della dichiarazione di dissesto, possa già presentare una situazione così critica da generare un pronunciamento di tale severità da parte della Corte dei Conti?. A questo punto – conclude Luigi Sportelli – il Comune non può più temporeggiare: è necessario che immediatamente dia corso alle prescrizioni dell’Organo di controllo regionale, riducendo
le criticità al fine di evitare un secondo dissesto che travolgerebbe in modo irreversibile un’economia già duramente provata».

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