05 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 05 Agosto 2021 alle 07:15:55

Cronaca

Bancarotta milionaria, c’è il processo


TARANTO – Fondi dell’azienda ‘distratti’ per arredarsi casa. Una contestazione dalla quale un imprenditore edile tarantino dovrà difendersi in un regolare processo, con prima udienza fissata per il 6 giugno prossimo, dopo il rinvio a giudizio per una bancarotta fraudolenta da circa cinque milioni di euro. La richiesta di processo è stata firmata dal pubblico ministero dottor Remo Epifani, dopo la decisione del giudice dell’udienza preliminare.

Secondo l’accusa, l’imprenditore – la cui azienda è stata dichiarata fallita nel luglio del 2005 – avrebbe “distratto o comunque occultato in pregiudizio dei creditori beni aziendali ed in particolare attrezzature e materie prime (in parte presso la sede di una società a lui ricondubile) ed altri beni non potuti individuare”. Sempre secondo il pm l’imputato “prelevava dalle casse sociali ingenti somme di denaro per scopi estranei all’oggetto sociale, tra i quali la dotazioni di arredi per l’abitazione sita a Talsano occupata unitamente insieme alla convivente e socia”. Nel richiedere il processo, il dottor Epifani annotava ancora: l’imprenditore tarantino “allo scopo di recare pregiudizio e di procurarsi ingiusto profitto, distruggeva parte della documentazione amministrativa e contabile della società, e teneva altra parte della documentazione contabile in maniera irregolare ed incompleta, così da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari, con le aggravanti di avere cagionato danno di particolare gravità e di avere commesso più fatti di bancarotta”. La curatela fallimentare è stata identificata come persona offesa; alla base della richiesta di rinvio a giudizio ci sono anche delle dettagliate informative della Guardia di Finanza. L’imputato è assistito dall’avvocato Giuseppe Lecce.

G.D.M.

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