27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 19:55:00

Cronaca

I carrozzieri di Taranto, Rc auto: “Ecco la nostra riforma”

Confartigianato: ad un anno dalle proteste pronta la proposta della categoria


Rc auto: i carrozzieri presentano la proposta di legge di riforma.

“Più o meno un anno fa, infatti, sullo stesso tema, una norma che si cercò di introdurre quasi surrettiziamente e di far approvare dal Parlamento allo scopo di penalizzare i carrozzieri indipendenti, vide la netta forte opposizione di Confartigianato che inscenò una manifestazione conclusasi con un sit in davanti al ministero. A Taranto fu fatto dai carrozzieri di Confartigianato un sit-in sotto la Prefettura e una delegazione di operatori fu ricevuto dal Prefetto”. A ricordare le proteste del recente passato è il segretario provinciale di Confartigianato Fabio Paolillo. “In questi giorni invece abbiamo presentato a livello nazionale, a senatori e deputati, un’articolata proposta di legge che non tiene conto solo delle esigenze degli artigiani ma anche degli automobilisti, della concorrenza, della sicurezza”.

Non nasconde la soddisfazione Giacinto Sasanelli, presidente provinciale di Confartigianato Carrozzieri per la presentazione della proposta di legge unitaria con le altre associazioni di categoria, per la modifica del Codice delle assicurazioni. Perché è convinto che “la vittoria possa arridere agli artigiani” e per “l’autorevolezza dimostrata dalle organizzazioni di categoria”.

La proposta di legge nasce dall’esigenza di evitare il rischio che venga reintrodotta una norma stralciata dal dl Destinazione Italia. “Questa norma obbligherebbe gli utenti – che abbiano avuto il veicolo coinvolto in un incidente – a rivolgersi esclusivamente a carrozzieri convenzionati con le compagnie di assicurazione. In questo modo, è la giustificazione addotta lo scorso anno, le polizze assicurative italiane, nettamente più elevate della media europea, potrebbero ribassare. E magari si spingerebbe a mettersi in regola una parte dei proprietari dei 3,5 milioni di mezzi non assicurati che circolerebbero sulle strade italiane. Tesi contestate dai carrozzieri. In Italia il caro-assicurazione è una realtà certificata dalle cifre. In dieci anni, i prezzi delle assicurazioni sui mezzi di trasporto in Italia sono aumentati del 27,9% contro il 13,6% medio nell’area dell’euro, l’8% della Germania, il 6,6% della Francia. In termini di incidenza sul Pil, secondo l’Ocse, i premi valgono l’1,3% in Italia, l’1% in Germania e Spagna, lo 0,3% nel Regno Unito. La crescita della spesa del comparto assicurativo pari al 6,8% si confronta una caduta del valore aggiunto di commercio e autoriparazione pari all’11,3%. Nel contempo, a fronte di una dotazione infrastrutturale che mostra limiti e carenze, il parco mezzi circolante è il più elevato tra i Paesi concorrenti europei e risulta pure il più vetusto. A che cosa servirebbe, in questo contesto, la riforma della Rc Auto, si chiedono i carrozzieri, se non a fare un consistente piacere alle compagnie a detrimento di artigiani e automobilisti? A tale scopo è stata presentata la contro-proposta: cinque articoli che mirano a riequilibrare il rapporto tra consumatori, assicurazioni e carrozzieri”.

La soddisfazione dei tarantini è anche doppia perché i carrozzieri ionici di Confartigianato, dopo averci lavorato su per qualche tarda serata tolta alle proprie famiglie,  hanno contribuito alla stesura dei punti salienti della proposta di legge che sono: “Il danneggiato può scegliere liberamente l’impresa di autoriparazione di propria fiducia; tutti gli interventi di riparazione vanno fatturati, allo scopo di evitare frodi; va permessa senza limitazioni la cessione del credito, che oggi consente all’automobilista di ottenere la riparazione senza anticipare denaro; le carrozzerie convenzionate con le assicurazioni non devono essere privilegiate così come le carrozzerie indipendenti non vanno penalizzate; agli automobilisti spetta il rimborso integrale delle spese sostenute, compresi soccorso stradale e auto di cortesia”.
“Ora il compito più arduo è quello di farla approvare in Parlamento” conclude Paolillo.

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