Cronaca

Il Tribunale di Milano libera i soldi per il risanamento Ilva

Questa mattina la decisione del Gip D'Arcangelo sul miliardo e duecento milioni di euro


Ilva, arrivano i soldi. Il Gip del Tribunale di Milano Fabrizio D¹Arcangelo ha permesso il trasferimento del 'tesoretto' da 1,2 miliardi di euro, custodito in gran parte nelle casse delle banche svizzere Ubs e Aletti ma intestato a otto trust domiciliati sull'isola di Jersey, paradiso fiscale
sotto sovranità inglese.

Il gip ha rigettato "per manifesta infodatezza" le eccezioni di incostituzionalità mosse nell'udienza del 17 ottobre dai difensori di Adriano Riva ­ fratello dell'industriale Emilio scomparso qualche mese fa –  e ha proceduto al trasferimento delle somme.

I soldi torneranno direttamente all'Ilva in forza di un decreto legislativo inizialmente emanato nel giugno del 2013, poi rivisto nel febbraio di quest¹anno. I fondi dovranno essere destinati esclusivamente all'ambientalizzazione dello stabilimento, tramite i lavori per l'Aia, l'autorizzazione integrata ambientale. Un passaggio fondamentale per il futuro dello stabilimento siderurgico tarantino, tornato in un cono d'ombra.

Ma il via libera del gip potrebbe favorire una svolta positiva per la fabbrica. Stamattina, intanto, è stato presentato un esposto alla procura della
Repubblica di Taranto per chiedere la verifica dell'avvenuta attuazione delle prescrizioni dell'Aia dello stabilimento siderurgico di Taranto, e se
c'è violazione di legge nella mancata applicazione del piano industriale che doveva essere approvato 30 giorni dopo la pubblicazione del piano
ambientale. Firmatario dell'esposto il consigliere comunale Angelo Bonelli.

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