Cronaca

Mitilicoltura, fondi a rischio. L’allarme di Confcooperative

L’assessore Fabrzio Nardoni convoca un tavolo per il 5 novembre


«La mitilicoltura tarantina corre il grave rischio di non poter usufruire delle risorse economiche messe a disposizione dell’assessore Nardoni, a causa di un groviglio di competenze territoriali che invece di convergere per aiutare il settore, divergono determinando ulteriori difficoltà».

A lanciare l’allarme è stato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, il presidente di Confcooperative, Carlo Martello che ha richiamato l’attenzione sul rischio di perdita dei fondi indirizzati alla mitilicoltura tarantina. «Occorre ricordare che la Regione Puglia ha regolato l’esercizio delle funzioni amministrative connesse alla gestione del demanio marittimo e delle zone del mare territoriale conferite dallo Stato, ai sensi dell’art.117 della Costituzione, individuando, tra l’altro, le funzioni conferite ai Comuni costieri ai quali compete l’esercizio di tutte le funzioni amministrative relative alla materia del Demanio marittimo secondo le disposizioni di legge – ha spiegato Martello.

Con delibera del Consiglio comunale di Taranto del 28 maggio 2014 si stabiliva che le aree in cui deve essere svolta l’attività di mitilicoltura sono quelle delimitate dalla Capitaneria di Porto di Taranto e che dette aree dovranno essere integralmente inserite nel redigendo Piano comunale delle Coste e utilizzate esclusivamente per attività di maricoltura. Inoltre il Consiglio comunale autorizzava il rilascio di nuove concessioni di aree demaniali marittime per le attività di maricoltura conformemente alle disposizioni del Codice della navigazione, del Regolamento di esecuzione dello stesso, della L.R. 23 giugno 2006, n.17; va ricordato ancora che lo stesso Comune di Taranto, con apposito contratto, “contratto di concessione di servizi per la valorizzazione e gestione delle risorse del mare” – rep. n. 8922 del 11/10/2010 – affidava al Centro Ittico Tarantino spa, la gestione delle prime tre fasi del procedimento amministrativo relativo alle concessioni d’uso del demanio marittimo: fase introduttiva, fase istruttoria e fase di pubblicità, restando a carico dell’amministrazione comunale la fase decisionale ed i successivi adempimenti, nonché offrire assistenza soprattutto agli operatori che intendono regolarizzare la loro posizione di abusivi o a quanti intendono avviare un regolare procedimento volto all’ottenimento di autorizzazioni, concessioni, contributi, ecc.

Va inoltre specificato che i rapporti reciproci fra l’Ente Civico e la Società, i ruoli e le attività di valutazione, sono ben definite e stabilite all’art.6 – modalità organizzative – del contratto citato, tanto da prevedere, per ogni pratica esaminata, la redazione di una relazione conclusiva di valutazione, al termine dell’accertamento preliminare, da sottoporre all’ufficio competente del Comune “circa le condizioni di accoglimento o di rigetto della richiesta di concessione”. Alla luce di quanto su esposto, si rileva una situazione complessiva del tutto difforme da quanto stabilito, sia in termini organizzativi sia in termini di certezza legislativa affidata ad ampi margini di discrezionalità degli uffici menzionati. In particolare – spiega il presidente di Confcooperative – si ritiene sussista carenza di comunicazione tra gli uffici competenti che determina carenza di direttive circa le condizioni minime di accoglimento delle istanze.

Non sembra esista certezza amministrativa circa le condizioni per le quali le concessioni possono essere rinnovate/ prorogate/o eventualmente riproposte come nuove istanze. Non esiste a tutt’oggi un quadro esaustivo e complessivo delle condizioni di fatto circa gli specchi acquei a disposizione degli operatori al fine di permettere le legittime valutazione di carattere produttivo da parte degli stessi. Non esiste alcuna certezza sui tempi tecnici necessari all’espletamento dell’iter amministrativo per l’ottenimento della concessione demaniale. Tutte queste difficoltà sono state rappresentate dalla Confcooperative di Taranto all’assessore Nardoni che ha prontamente convocato gli Uffici competenti e le parti interessate per il 5 novembre a Bari e si auspica che la riunione determini fatti positivi e concreti.

A questo punto però si ritiene necessaria una proroga dei bandi di prossima scadenza in favore della mitilicoltura e un deciso intervento amministrativo della Regione Puglia affinché venga definito un percorso certo e inequivocabile di applicazione delle norme in cui eventuali margini di discrezionalità, che ovviamente siano circoscritti al consentito, debbano favorire l’insediamento delle imprese e non ostacolarne l’attività». L’assessore Nardoni è pronto a dare il via libera ai provvedimenti necessari a spostare di un mese i termini di scadenza dei bandi. Intanto, oggi ha preso parte alla conferenza dei presidenti, sostituendo Vendola, ha presentato una proposta mirata a modificare il regolamento delle concessioni demaniali. Un provvedimento che punta a velocizzare i procedimenti autorizzativi del comparto mitilicoltura e acquacoltura.

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