23 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Settembre 2021 alle 21:06:00

Cronaca

Scatta l’ordine: Cito trasferito in carcere


TARANTO – Giancarlo Cito torna in carcere. La grande attesa dell’ex sindaco è finita intorno alle 13. Quando nella clinica San Camillo, dove era stato ricoverato ieri, sono arrivati i carabinieri del nucleo operativo. In mano l’ordine di carcerazione spiccato nei confronti di Cito dopo che è diventata definitiva la condanna per la vicenda dello stadio Erasmo Iacovone. Il vulcanico ex deputato dovrà scontare due anni di reclusioe per le vicende connesse alla querelle con l’ex proprietà della squadra rossoblu.

Un dissidio sfociato nella clamorosa decisione di negare lo stadio alla squadra, e poi culminato in un lunghissimo processo. Sulla condanna di Cito a due anni è arrivato il timbro definitivo della Cassazione. E in automatico è scattato l’ordine di carcerazione spiccato dalla procura presso la Corte di Appello. Come si diceva, i militari del nucleo operativo sono arrivati questa mattina poco dopo mezzogiorno nella clinica San Camillo. Da ieri l’ex sindaco era ricoverato nel reparto di medicina per un malore accusato, proprio dopo le cattive notizie arrivate dalla Cassazione, dove proprio ieri è diventata definitiva un’altra condanna rimediata dall’ex parlamentare. Un diluvio sul bagnato che evidentemente ha fiaccato Cito, reduce da un delicato intervento chirurgico. La procedura, però, non poteva arrestarsi ed evidentemente quando stamattina i carabinieri si sono presentati alla San Camillo la situazione clinica non è apparsa incompatibile con l’esecuzione del provvedimento. Intorno alle 13.20 l’ex sindaco è salito su una vettura civile dei carabinieri ed è stato trasferito in carcere. Nel pomeriggio di ieri il comandante provinciale dei carabinieri Daniele Sirimarco, si era recato nella struttura dei Tamburi dove non ha incontrato Cito, ma solo il primario di medicina per garantire la dignità clinica del paziente. Fatto sta che oggi, quando i militari del nucleo operativo si sono presentati in clinica non ci sono state obiezioni sulla sua trasportabilità in carcere. E così per Giancarlo Cito si sono nuovamente spalancate le porte del carcere. In passato, infatti, aveva già conosciuto la cella dopo la condanna definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa. Ma la battaglia sulla detenzione di Cito, in realtà, è solo all’inizio. Ai due anni per il caso Iacovone vanno sommati gli altri quattro per concussione rimediati per la vicenda del porticciolo turiustico. Come si accennava in precedenza, però, le condizioni di salute di Cito e la compatibilità con il regime carcerario sono tutte da valutare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche