27 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2020 alle 11:41:49

Cronaca

Il piano regolatore prima che si parlasse di Tempa Rossa

L'intervento di Michele Conte e Valentino Gennarini


All’indomani dell’approvazione, da parte del Consiglio comunale, della delibera riguardante il piano regolatore del porto, da Valentino Gennarini (decano degli agenti marittimi) e Michele Conte (presidente del Propeller Club Taras) riceviamo e pubblichiamo.

«La legge 84/94, che regola la materia portuale, all’art. 5 comma 3 così stabilisce: “Nei porti di cui al comma 1 nei quali è istituita l’autorità portuale, il piano regolatore è adottato dal comitato portuale, previa intesa con il comune o i comuni  interessati. … Il piano è quindi inviato per il parere al Consiglio superiore dei lavori pubblici, che si esprime entro quarantacinque giorni dal ricevimento dell’atto…”.

Il Piano regolatore del Porto di Taranto partito per la sua redazione nel 2001 ha ottenuto nel 2007 l’intesa tra Comune e Autorità portuale e immediatamente dopo l’adozione del Comitato Portuale. Ha potuto così iniziare il lungo e faticoso cammino per i successivi pareri del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici, della Valutazione ambientale, della valutazione strategica, della valutazione di rischio e all’interno di queste  i pareri di altre innumerevoli Amministrazioni pubbliche.

Proprio quando, giunta al termine la pletorica e faticosa istruttoria,   dopo gli  ultimi ritardatissimi adempimenti formali  del Comune, avrebbe potuto ottenere finalmente l’approvazione finale della Regione, come previsto dal comma 4 della stessa legge 84/94, ed  ecco invece che arriva la modifica richiesta dal Consiglio Comunale di annullamento del prolungamento del pontile petroli, si dice… per evitare l’installazione, all’esterno del porto, dei due serbatoi “Tempa Rossa”.

Bene, se le leggi hanno ancora valenza riteniamo che tutto l’iter istruttorio per l’approvazione del Piano regolatore Portuale verrà meno. Infatti la redazione e l’iter istruttorio nasce prima che a Taranto si parli di Tempa Rossa e quindi il nuovo piano regolatore del porto contempla, tra gli altri,   questo impianto,  e tutti i documenti gli studi e le valutazioni tengono conto del prolungamento, eliminarlo significa rifare e riapprovare quegli studi e le valutazioni. Quindi tutto ricomincia. Il rischio è che insieme all’acqua sporca (ma i serbatoi di tempa rossa non lo sono) si butta anche il bambino appena nato!

La costruzione di Tempa rossa sarebbe utile ai traffici portuali, non vogliamo entrare nelle dispute ambientali, forse non ne avremmo la competenza scientifica e nemmeno politica, ma comunque non ha alcuna incidenza ai fini dell’approvazione del piano regolatore. L’annullamento dell’iter istruttorio del Prp ha invece pesanti conseguenze per il porto per rimanere competitivo (per il suo adeguamento infrastrutturale e per i fondali) e per la città anche in previsione della restituzione delle aree della darsena del San Cataldo alla città vecchia e per contribuire  alla sua rinascita.

Valentino Gennarini
Michele Conte

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