Cronaca

Imprese, crollano i prestiti. Lo studio di Confartigianato

Il sistema bancario, nonostante l’intervento dei consorzi fidi, continua a penalizzare il sistema delle piccole e medie aziende


BARI – Crollano i prestiti alle imprese pugliesi che sono scesi da 23 miliardi 660 milioni euro a 22 miliardi 558 milioni. La flessione è di oltre un miliardo di euro nell'ultimo anno, pari al 4,7 per cento. È quanto emerge da uno studio aggiornato sul credito alle imprese pugliesi del Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia che ha elaborato gli ultimi dati della Banca d'Italia per monitorare l'andamento degli impieghi erogati alle aziende.

In particolare, da agosto 2013 ad agosto di quest'anno, lo stock dei prestiti è sceso da 23 miliardi 660 milioni euro a 22 miliardi 558 milioni. Malgrado la crisi abbia allentato la morsa sugli Stati e sugli istituti bancari – si evidenzia nella nota – “non si vedono ancora ricadute positive sulle aziende, soprattutto su quelle di piccole dimensioni. I rubinetti del credito, infatti, restano tuttora chiusi”.

“L'analisi di questi dati elaborati del nostro Centro studi regionale – spiega Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Imprese Puglia – dimostra che persistono grosse difficoltà nell'accesso al credito, soprattutto da parte delle piccole e medie imprese”. Tant'è che, in Puglia, la “fetta” più cospicua dei finanziamenti (16 miliardi 377 milioni) è stata destinata alle imprese con più di venti addetti; mentre la restante parte dei prestiti (6 miliardi 181 milioni) a quelle di minori dimensioni.

“Se si ha riguardo al fatto che in Puglia, secondo gli ultimi dati Istat disponibili, le imprese con meno di dieci addetti – evidenzia Sgherza – rappresentano il 96,1 per cento del totale e quelle con meno di venti addetti addirittura il 98,7 per cento, si comprende perfettamente come la gran parte del nostro tessuto imprenditoriale non venga irrorato affatto da queste risorse”. Nonostante l'intervento di strumenti mutualistici, come i consorzi fidi, che hanno assicurato a tantissime micro e piccole imprese l'accesso al credito – secondo Confartigianato – ancora troppi sono gli imprenditori del tutto tagliati fuori.

Questa la suddivisione per province. Bari scende del 3,4 per cento (da dieci miliardi 590 milioni a dieci miliardi 230 milioni); Barletta-Andria-Trani del 3,7 per cento (da un miliardo 869 milioni ad un miliardo 799 milioni); Brindisi del 5,4 per cento (da un miliardo 488 milioni ad un miliardo 408 milioni); Foggia del 6,9 per cento (da quattro miliardi 74 milioni a tre miliardi 794 milioni); Lecce del 7 per cento (da tre miliardi 650 milioni a tre miliardi 396 milioni); Taranto del 2,8 per cento (da un miliardo 986 milioni ad un miliardo 929 milioni).

Il nodo resta sempre quello: le imprese – ma non solo: le famiglie chi le menziona? – continuano ad essere penalizzate dagli istituti bancari, che pretendono garanzie su garanzie, firme e sotto-firme. Certo, le garanzie sono dovute, ma un po’ di elasticità non guasterebbe. Oggi le banche ti chiamano anche se scopri il conto di qualche euro! E allora, se non si registreranno segnali, meglio chiudere i conti e tenersi quei pochi spiccioli a casa.

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