31 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 31 Luglio 2021 alle 14:03:00

Cronaca

Piano Cimino, ora Auchan ricorre al Tar

Notificata al Comune l’azione legale: «Pronti a chiedere i danni»


Ancora un colpo di scena nella guerra (a colpi di carte bollate) per la realizzazione del Piano Cimino.

Ieri mattina, venerdì 7 novembre, è stato notificato al Comune il ricorso al Tar con il quale le società Gallerie Commerciali Italia e Due Mari chiedono di esprimersi sul progetto.

L’azione legale ruota attorno al “silenzio – inadempimento” dell’Amministrazione comunale sul progetto che prevede, tra l’altro, la realizzazione di alloggi e fabbricati nella zona est della città. Una parte del piano particolareggiato Cimino prevede anche l’ampliamento del centro commerciale Auchan e la sostituzione del “nucleo Brico” con una struttura Leroy Merlin. Nel ricorso si fa cenno all’art. 2 della legge 241/90 che stabilisce «”ove il procedimento consegue obbligatoriamente ad un’istanza, ovvero debba essere iniziato d’ufficio, le pubbliche amministrazioni hanno il dovere di concluderlo mediante l’adozione di un provvedimento espresso”.

La conclusione del procedimento – si legge nel ricorso – può avvenire solo mediante emanazione di un provvedimento espresso e motivato ed entro un termine predeterminato: un procedimento amministrativo, infatti, non può rimanere pendente per un periodo di tempo indefinito».

«Pur essendo trascorsi ben otto mesi dalla richiesta delle ricorrenti del 18 febbraio 2014 di approvazione del piano particolareggiato e quasi tre mesi dalla deliberazione della commissione competente che richiedeva una decisione in merito da parte del Consiglio comunale, il procedimento di approvazione del piano non ha fatto alcun concreto passo avanti ed il Consiglio comunale non risulta sia stato neppure convocato». In conclusione le società, oltre a riservarsi di chiedere un risarcimento danni, chiedono al Tar di «dichiarare l’illegittimità dell’inerzia del Comune di Taranto e, per effetto, ordinare allo stesso di concludere il procedimento di approvazione del piano… nel termine di trenta giorni o, comunque, in quello che sarà ritenuto di giustizia… nominando fin da subito un commissario ad acta che, in caso di inottemperanza del Comune, si sostituisca ad esso adottando tutti gli atti necessari». Anche per questo, stamattina, il sindaco Ippazio Stefàno ha chiamato in causa i consiglieri comunali. «Ho inviato una lettera di sollecito a tutti i capigruppo dei partiti ed al presidente del Consiglio comunale – ha spiegato il primo cittadino. Bisogna esprimersi sull’argomento prima che lo faccia un commissario».

Proprio nell’edizione di venerdì di Taranto BuonaSera, abbiamo pubblicato il parere dell’Avvocatura del Comune, chiamata in causa dalla commissione assetto del territorio dopo le diffide presentate lo scorso febbraio e marzo dalle società private. Le conclusioni tratte dagli avvocati di Palazzo di Città non lasciano spazi a dubbi di sorta: bisogna chiudere il procedimento riguardante il cosiddetto piano Cimino adottando un provvedimento, e poco importa se si tratti di un parere favorevole o contrario al piano, visto che il rischio concreto è quello della nomina di un commissario “ad acta”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche