22 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

Cronaca

Cito in carcere. Si valutano i “domiciliari”


TARANTO – L’obiettivo ora si chiama detenzione domiciliare. Si sposterà sui banchi del Tribunale di sorveglianza la vicenda giudiziaria che vede al centro l’ex sindaco Giancarlo Cito. Dopo il trasferimento in carcere, avvenuto venerdì pomeriggio, la difesa dell’ex primo cittadino e deputato ionico punta decisamente ad ottenere il beneficio di poter scontare la pena non in carcere ma ai “domiciliari”. Cito ad agosto compirà sessantasette anni e convive da tempo con più di un problema di salute. Lo scorso anno è stato anche sottoposto ad un delicato intervento chirurgico.

Basti pensare che venerdì i carabinieri lo hanno rintracciato nella clinica San Camillo, al rione Tamburi, dove era stato ricoverato per un malore accusato proprio dopo che da Roma erano arrivate cattive notizia con la conferma della condanna, divenuta definitiva, a quattro anni per una brutta storia di tangenti connesse al progetto di porticciolo turistico a San Vito. Al momento della notifica dell’ordine di carcerazione spiccato dalla procura presso la Corte di Appello, però, nessuno dello staff sanitario che stava seguendo Cito ha avanzato obiezioni alla possibilità che l’uomo venisse trasferito in carcere. Proprio come accadde quando divenne definitiva la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa. Anche in quell’occasione l’ex sindaco venne arrestato nella clinica dei Tamburi e trasportato in carcere. Il detenuto Cito, peraltro, appena giunto nel penitenziario di Largo Magli è stato sottoposto a visita dal medico della casa circondariale che ne ha disposto la collocazione in infermeria. Ed è proprio lì che Cito sta vivendo questi primi giorni di quella che sulla carta si annuncia come una lunga detenzione. In realtà, come si diceva, i suoi difensori stanno studiando la richiesta da presentare ai magistrati di sorveglianza. E’ chiaro che si punterà sui problemi di salute di Cito e che cartelle cliniche alla mano si vorrà dimostrare la incompatibilità tra le condizioni dell’ex parlamentare e il regime carcerario. In vista quindi c’è l’ennesima battaglia in cui Cito non si gioca la libertà, ma la possibilità di non trascorrere i lunghi anni di detenzione dietro le sbarre.

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