21 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Ottobre 2021 alle 15:52:00

Cronaca

Il tarantino Nesca: “Io qui a Bangui per la pace”

E' uno dei 50 soldati italiani impegnati nella missione Eufor Rca


BANGUI – Nel cuore dell’Africa batte un cuore tarantino. E’ di circa cinquanta militari dell’Esercito il contributo italiano alla missione multinazionale Eufor Rca, forte di 750 unità operanti dallo scorso 15 giugno a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana. Obiettivo, creare un ambiente sicuro e consentire l’assistenza umanitaria alla popolazione civile, facendo da ponte alla prossima missione delle Nazioni Unite.

A far parte del contingente italiano – che dispone di un importante parco macchine operatrici del genio e di un congruo numero di veicoli blindati Lince – anche un tarantino, Cosimo Nesca. Buonasera Taranto è riuscito a contattarlo via email, e lui ha raccontanto come si affronta una missione così delicata.

“La missione ha un ritmo molto elevato. Le pattuglie europee sono attive 7 giorni su 7 in un ambiente difficile e rischioso. Perciò c’è molta concentrazione e molta consapevolezza del nostro ruolo di stabilizzazione, che la popolazione di Bangui apprezza molto, dopo mesi di violenze e di patimenti”.

Com’è il lavoro sul campo?
“Il lavoro di noi genieri italiani è sicuramente vario. In tre mesi abbiamo fortificato la base, migliorato la sicurezza dell’aeroporto (una zona in cui vivono ancora 20.000 sfollati), bonificato un canale idrico ostruito da 1000 metri cubi di detriti, posato un ponte metallico leggero che ora riunisce due quartieri divisi. Progetti che hanno migliorato le condizioni di vita del contingente e soprattutto della popolazione”.

Quali le maggiori difficoltà?
“La difficoltà maggiore è l’atmosfera volatile che c’è qui a Bangui. La situazione è migliorata nettamente rispetto a sei mesi fa, ma ci sono ancora tensioni tra la gente, legate anche alla crisi economica, e la criminalità è un fenomeno diffuso. Poi il caldo, con temperature medie che superano i 30 gradi, alternato a piogge violentissime”.

Africa vuol dire, purtroppo, anche l’incubo del virus Ebola. Lo temete?
“In Centrafrica fortunatamente non si sono ancora registrati casi di Ebola. Ovviamente c’è la massima attenzione e adottiamo già tutte le misure precauzionali fissate dai nostri comandi”.

Il rapporto con la popolazione locale?
“Il rapporto con la gente di Bangui è ottimo davvero. Hanno molte attese nei nostri confronti e apprezzano molto i militari europei. Per noi Italiani c’è una simpatia particolare, specie da parte dei bambini, perchè ci vedono lavorare per loro con le nostre macchine. E poi sanno che un piccolo gesto di generosità da noi arriva sempre”.

La sua famiglia come vive la sua professione?
“Anche se siamo in collegamento frequente, la famiglia un po’ di preoccupazione ce l’ha, ma è il mio lavoro, mi piace ed è quello che conta. Sanno anche che sono in un bel gruppo di colleghi dell’ottavio Genio paracadutisti, di cui sono uno dei cuochi quando ci permettiamo una spaghettata, ogni tanto”.

LA RINASCITA DOPO LA GUERRA
La Repubblica Centrafricana è stata teatro, dal marzo del 2013, di violenti scontri e diffuse violazioni dei diritti umani ad opera di gruppi armati contrapposti, che hanno causato la dissoluzione dell’autorità statale e migliaia di vittime tra la popolazione civile, oltre all’esodo di un milione di persone. A seguito dell’emergenza che si è verificata, l’ONU ha emanato la risoluzione n. 2134 del 28 gennaio 2014, che autorizza l’Unione Europea a lanciare un’operazione militare nel Paese africano.

Il 10 febbraio 2014 il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato la risoluzione 2014/73, con cui veniva istituita la Missione multinazionale Eufor Rca, che iniziava formalmente il primo aprile 2014, avente per Area di Operazioni tre zone sensibili della capitale centrafricana Bangui: l’aeroporto internazionale di M’poko e i quartieri 3 e 5, in passato colpiti da violenti disordini tra milizie contrapposte e attualmente in via di stabilizzazione. Attualmente Eufor Rca consiste di un Comando Operativo con sede a Larissa (Grecia) e di un contingente militare multinazionale fornito da 13 nazioni schierato a Bangui, costituito da un battaglione di manovra, integrato da una forza di polizia operante sotto l’egida di Eurogendfor.

Il contingente nazionale è fornito dall’Esercito Italiano e consiste – oltre ad alcuni elementi in seno allo staff di Eufor – in un distaccamento dell’ottavo Reggimento Genio della brigata paracadutisti ‘Folgore’.

LA MEDAGLIA AGLI ITALIANI
I cinquanta militari del contingente italiano hanno ricevuto la ‘Common Security and Defense Policy Service Medal’ dell’Unione Europea, conferita per la partecipazione alla missione. A consegnare le medaglie ai genieri dell’ottavo reggimento della Folgore e ad altri 100 militari europei è stato il Maggior Generale Philippe Pontiès, comandante operativo di Eufor Rca, in visita a Bangui.

Nel corso della cerimonia di consegna delle medaglie, il generale Pontiès ha sottolineato l’impegno costante del contingente europeo a sostegno della sicurezza e a protezione della popolazione della capitale centrafricana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche