26 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Settembre 2021 alle 22:33:00

Cronaca

Terrore in strada. Preso rapinatore


TARANTO – Sedici rapine, sequestro di persona, estorsioni ai commercianti. Era il terrore di Statte, il giovane Emanuele D’Andria. Giovane – 25 anni – nipote del ‘messicano’, Antonio Modeo, è stato arrestato su ordinanza di custodia cautelare e portato nel carcere di largo Magli. Il provvedimento è stato eseguito ieri dai carabinieri, dai quali era partita una prima informativa. Un lavoro difficile e “vecchio stile”, quello compiuto dai militari della stazione dell’ex borgata, guidati dal maresciallo Francesco Malzone.

Le vittime infatti avevano paura e non presentavano neppure denuncia. Ma ai carabinieri era arrivata più d’una voce su D’Andria e su quella che era diventato un metodo consolidato. Il giovane prendeva di mira le auto ferme ai semafori o nel traffico. Apriva lo sportello, e si sedeva sul sedile passeggero. In mano, di volta in volta, un coltello, un taglierino, o un paio di forbici. Ed un tono minaccioso che non ammetteva repliche. D’Andria, che ha già dei precedenti penali, obbligava le vittime – uomini, donne, anziani: non faceva differenza – ad imboccare strade isolate (è questo che fa scattare nei suoi confronti anche la contestazione di sequestro di persona) ed a consegnargli portafogli o qualche gioiello che lo sfortunato automobilista portava addosso. Inoltre, Emanuele D’Andria avrebbe anche taglieggato alcuni commercianti del piccolo comune tarantino. Come detto, a rendere più complicato il lavoro dei carabinieri era il clima di paura che il nipote di Antonio Modeo riusciva a suscitare, e che aveva indotto le vittime a non presentare denuncia. Ma i militari sono riusciti a trovare elementi utili per far partire un primo rapporto in Procura. Un lavoro circostanziato, che ha trovato conferme e riscontri. Da qui l’ordinanza di custodia cautelare: il provvedimento è stato richiesto dal pubblico ministero, dottoressa Giovanna Cannarile, e firmato dal giudice delle indagini preliminari, dottoressa Patrizia Todisco. Il provvedimento è stato eseguito ieri. Adesso Emanuele D’Andria, assistito dal suo legale, potrà chiarire la sua posizione nel corso dell’interrogatorio davanti al gip, per provare ad alleggerire il pesante carico di accuse che è rivolto nei suoi confronti. Il confronto con il giudice è in programma nelle prossime ore.

Giovanni Di Meo

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