27 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Gennaio 2021 alle 15:19:23

Cronaca

Processo Scazzi, in appello battaglia sulla nuova istruttoria. La Corte decide il 21 novembre

Scintille in corte d’Appello. Chiesta la sospensione dei termini di custodia cautelare per Sabrina e Cosima, che tornerebbero libere il 20 gennaio


Difensori subito al contrattacco nella prima udienza del processo d’appello per l’omicidio di Sarah Scazzi, con gli avvocati di Sabrina Misseri e Cosima Serrano che hanno chiesto la riapertura dell’istruttoria.

Sulle eccezioni preliminari la Corte d’assise d’appello si è riservata la decisione alla prossima udienza per il 21 novembre

E’ entrato subito nel vivo il processo di secondo grado sul delitto di Avetrana. In aula davanti alla presidente della Corte di Appello, Rosa Patrizia Sinisi, in una ‘gabbia’ a vetro le due principali imputate Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano, condannate il 20 aprile del 2013 all’ergastolo. L’accusa viene sostenuta dal sostituto procuratore generale Antonella Montanaro. Tra i banchi c’è anche la madre della vittima, Concetta Serrano Scazzi. Tra i banchi anche Michele Misseri, zio della vittima e rispettivamente padre e marito delle due principali imputate, condannato in primo grado a otto anni per soppressione di cadavere.

Tra i motivi di appello dei legali degli otto imputati, letti dalla presidente della Corte di assise di appello, Rosa Patrizia Sinisi (a latere Susanna De Felice), c’è anche la richiesta della parziale rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale con un nuovo esame di Michele Misseri; la corte si è riservata di decidere.

Il sostituto procuratore generale Antonella Montanaro ha chiesto invece la sospensione dei termini di custodia cautelare per Sabrina Misseri e Cosima Serrano, detenute nel carcere di Taranto, vista la “particolare complessità” del processo e nell’eventualità di un rinnovo parziale dell’istruttoria dibattimentale. Nei motivi di appello la difesa di Sabrina chiede inoltre la inutilizzabilità delle dichiarazioni rese dall’imputata nel settembre 2010, quando era ancora persona informata sui fatti; e ancora si impugnano una serie di ordinanze emesse dalla Corte di Assise di Taranto e si chiede l’acquisizione di una conversazione intercorsa tra Michele Misseri e la figlia e le dichiarazioni rese dall’agricoltore in una intervista televisiva.

Alla richiesta del pg si sono opposti i legali delle due imputate, in particolare gli avvocati Franco Coppi e Nicola Marseglia per Sabrina e Luigi Rella per Cosima.

In particolare Marseglia ha evidenziato che la norma stabilisce solo “la possibilità” della sospensione dei termini e ha ricordato che per ottenere il deposito  della sentenza è stato necessario attendere un anno rispetto alla pronuncia di primo grado. Coppi ha chiesto l’acquisizione di due sentenze della Cassazione sulla custodia cautelare di Cosima e Sabrina.

L’avvocato di Michele Misseri, Luca La Tanza, ha chiesto una perizia per il suo assistito ed un nuovo esame. No della parte civile, attraverso l’avvocato Nicodemo Gentile. “Significherebbe offendere la memoria di Sarah ed umiliare la sua famiglia”. Gentile ha definito Misseri “il trasformista di Avetrana”.

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