Cronaca

La ex moglie del marò con Cito: è polemica


TARANTO – Sfocia in una polemica politico-familiare la vicenda dei due marò in stato di arresto in India. A parlare è la famiglia di Massimiliano Latorre, il fuciliere di Marina tarantino bloccato nel Paese asiatico con l’accusa di aver ucciso due pescatori indiani scambiati per pirati. La dichiarazione è della sorella, Franca. “Nei giorni scorsi, nel contesto di iniziative di carattere politico, è stato affermato che mio fratello Massimiliano avrebbe avuto intenzione di candidarsi alle prossime elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Taranto e nello stesso contesto, è stata utilizzata una delle sue immagini tratte nel periodo di permanenza in India.

Intendo, al riguardo, precisare che Massimiliano non ha in alcun modo espresso intendimento di candidarsi, neanche prima dell’incidente che ha avuto luogo in India; quindi, l’affermazione contraria èstata ed è assolutamente arbitraria e non veritiera”. Alla base del caso, anche il fatto che l’ex moglie di Massimiliano Latorre, Rosalba Ancona, si sia candidata al consiglio comunale di Taranto in una lista a sostegno di Mario Cito, utilizzando anche il cognome dell’ex marito. “Massimiliano è molto amareggiato per la strumentalizzazione del suo nome e della sua immagine e, tenuto conto della gravità dell’iniziativa e dei suoi possibili effetti pregiudizievoli in ragione del suo stato giuridico e della posizione attuale, ha avviato le procedure per la tutela dei propri diritti personali indebitamente utilizzati” le parole di Franca. Le famiglie Latorre e Girone sono in partenza per l’India, dove sono detenuti i due fucilieri di Marina coinvolti nell’incidente dell’Enrica Lexie. A Roma, il 12 maggio, si terrà una fiaccolata di solidarietà nei confronti dei marò. La manifestazione è organizzata dalle famiglie, si terrà in piazza Santi Apostoli. In un volantino che annuncia l’iniziativa, firmato dalle sorelle di Massimiliano Latorre, Carolina e Franca, e dalla moglie e dalla sorella di Salvatore Girone, Vania Ardito e Carmela Girone, si spiega che che le due famiglie “scendono in piazza per far sì che presto sia fatta chiarezza”. Il gruppo su Facebook ‘Ridateci i nostri leoni’ nel giro di poco tempo è passato da 4.000 a 27.000 membri.

G.D.M.

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