Cronaca

Zio Michele: “In carcere ci sono due innocenti”

Parla il contadino di Avetrana intervistato da Quarto Grado: “Ho sognato Sarah, che mi diceva ‘zio assassino’. Continuo a scrivere a Sabrina”


“In carcere ci sono due innocenti”. Così Michele Misseri, intervistato da Quarto grado, su Retequattro, ha ribadito la sua colpevolezza nel giorno in cui ha preso il via il processo d’appello che vede imputate Cosima Serrano e Sabrina Misseri per l’omicidio di Sarah Scazzi.

“Vado in aula proprio per rivedere Cosima e Sabrina, visto che scrivo e loro non mi rispondono. Hanno già fatto quattro anni per colpa mia e io invece sto fuori”. “Non so come andrà a finire questo processo. Ho un po’ di fiducia… non troppa. Qualcosa penso che cambierà. Vado in aula con angoscia, con la paura che ci siano altri condannati.. Non io, tanto per me non conta niente”.

Ancora, Misseri ga detto che “Ho scritto nelle lettere a Sabrina che ho sognato Sarah: mi diceva per tre volte ‘Zio assassino’. Forse voleva dire che ci sono due innocenti in carcere…”. Nel corso della tras-missione è intervenuto anche il difensore di Sabrina Misseri, l’avvocato Franco Coppi. “L’idea che avrei dovuto abbandonare questa difesa ha pesato molto nelle scelte che avrei potuto fare in questi ultimi anni. Non voglio passare per un eroe, ma lo faccio soltanto per la mia personale convinzione dell’innocenza di questa ragazza. Mi sento così vicino a lei in questa battaglia, che non me la sento di abbandonarla. Questo processo per me è un tormento. Mai ho sofferto tanto la posizione del mio assistito, come in questo procedimento”.

Dal punto di vista processuale, la difesa gioca buona parte delle sue carte su un nuovo esame in aula di Michele Misseri ("E' lui l’assassino di Sarah, e il movente è di natura sessuale, lo ha ripetuto in più occasioni"), su una eventuale perizia ‘psicologica’ sull'agricoltore e sull'ennesimo sopralluogo alla villa di Avetrana teatro del delitto; in pratica, un parziale rinnovo del dibattimento. La Procura generale, invece, chiede subito la sospensione dei termini di custodia cautelare per Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano, condannate in primo grado all’ergastolo ("lo indica la Cassazione quando si affrontano processi particolarmente complessi"), e rivolgendosi al collegio difensivo sottolinea: "Mettiamoci d’accordo: o Michele Misseri è in grado di intendere e di volere, e quindi può essere esaminato, oppure si hanno dei dubbi, forse è pazzo e allora va fatta una perizia psichiatrica".

Sono i primi interrogativi ai quali dovrà dare risposte già tra una settimana la Corte di assise di appello, dinanzi alla quale è iniziato il processo di secondo grado per l’omicidio di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana strangolata e gettata in un pozzo nelle campagne del paese il 26 agosto 2010. La prossima udienza è fissata per il 21 novembre e in quella sede la Corte dovrà sciogliere la riserva sulle numerose richieste, gran parte delle quali contenute nei motivi di appello dei difensori degli otto imputati (c'è da dichiarare l'estinzione del reato per il nono, Cosimo Cosma, nipote di Michele Misseri, condannato a sei anni per soppressione di cadavere e deceduto il 7 aprile scorso), ma anche su quelle avanzate dal sostituto procuratore generale Antonella Montanaro.

“L'avete vista anche voi. Provate ad immaginare quale possa essere lo stato d’animo di una ragazza che da 4 anni è in carcere da innocente con una condanna di primo grado all’ergastolo” ha dichiarato a fine udienza l’avv. Coppi rispondendo ai cronisti che gli chiedevano notizie sulle condizioni della 26enne detenuta. Quanto alla richiesta di nuovo sopralluogo a casa Misseri, la difesa di Cosima (ha parlato l’avv. Luigi Rella) l’ha motivata sostenendo che la Procura di Taranto, per supportare la sua tesi accusatoria, avrebbe ‘spostato’ il luogo del delitto, trasferendolo dal garage all’interno della villetta.

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