23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Aprile 2021 alle 12:23:14

Cronaca

L’arcivescovo al sindaco: rivoglio la Caritas


TARANTO – Dopo le ripetute denunce – tutte cadute nel vuoto – da parte di don Nino Borsci, arriva anche la reprimenda direttamente dall’arcivescovado. Il dormitorio della Caritas, ormai da agosto, è occupato: i barboni restano in strada, al freddo. E il Comune, proprietario della struttura, e quindi unico titolato a far qualcosa (e cioè a chiederne lo sgombero), non muove un dito. L’occasione è stata la storia della famiglia tarantina “accampata” in auto. Con la Curia che si è mossa offrendo un alloggio. Precisando, però, che “è all’amministrazione comunale che competono le politiche di sostegno alle fasce indigenti della popolazione e tra queste anche l’assegnazione degli alloggi”.

E riaffiora la situazione del centro di accoglienza notturno della Caritas tenuto sotto scacco da quattro ragazzi che in estate impedirono l’inizio dei lavori di ristrutturazione, come più volte raccontato dal direttore della Caritas don Nino Borsci. I quattro decisero di non lasciare più la struttura, occupandola e diventandone di fatto i gestori. Nè le forze dell’ordine possono far nulla – come si è sentito spiegare don Nino – in assenza di un provvedimento da parte del proprietario, il Comune appunto, dal quale la Caritas non ha mai ricevuto risposte. Anzi, gli stessi ragazzi andavano anche dicendo di avere il permesso (verbale) del sindaco che avrebbe detto loro che potevano restare lì, come ha riferito don Nino. Oggi a prendere in pugno la situazione è direttamente l’arcivescovado: “Il lavoro della Caritas tante volte e con dispiego di forze e risorse sopperisce a urgenze e mancanze e, ultimamente, questo lavoro è stato gravemente inficiato dal mancato sgombero degli abusivi dal centro notturno di proprietà del Comune e gestito in comodato d’uso dalla nostra Arcidiocesi. Tante le persone che vi trovavano alloggio, persone che non hanno a disposizione un’auto e nemmeno un “cartone” sul quale dormire”. La situazione paradossale ha toccato l’assurdo nell’inverno: “Ci piace ricordare che nelle notti più fredde un parroco, don Francesco Mitidieri, in una delle periferie più in difficoltà, il quartiere Paolo VI, insieme con un’associazione benefica, l’Abfo, ha provveduto nei locali della sua parrocchia all’allestimento di un centro di emergenza per l’accoglienza notturna”. L’arcidiocesi richiama le parole dell’arcivescovo Santoro che, nel suo discorso per i Riti della Settimana Santa, ha detto che “è necessaria la collaborazione di tutti perché Taranto non sia alla ribalta della cronaca per storie negative di degrado umano, ma per l’impegno comune a risolvere piccoli e grandi problemi”. Quindi il punto: “Un fatto d’interesse rilevante sarebbe un’azione dell’amministrazione comunale volta sia a risolvere il caso di questa famiglia, sia a consentire alla Caritas di riprendere la sua attività al centro notturno della Croce, ripristinando la legalità onde poter accogliere persone che effettivamente hanno bisogno di un tetto e di un accogliente ambiente familiare”.

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