25 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 25 Gennaio 2022 alle 22:11:00

Cronaca

Antenna selvaggia, sequestrato l’impianto e nove persone denunciate

Il blitz nel territorio di Crispiano nell’ambito della tutela del paesaggio


Il Corpo Forestale dello Stato, nell’ambito della tutela paesaggistica, ha sequestrato una gigantesca torre in acciaio per radio-telecomunicazioni. Gli agenti del Comando di Martina Franca, su delega della Procura di Taranto, hanno proceduto all’esecuzione del decreto di sequestro preventivo, emesso dal giudice per le indagini preliminari di una torre autoportante in acciaio alta circa 70 metri, oltre che di cabine per l’alloggiamento degli apparati tecnologici e montaggio di un sistema di antenne radio.

La localizzazione delle strutture, in fase di realizzazione al momento dell’intervento dei Forestali, era all’interno di un’area a macchia mediterranea di particolare pregio ai sensi del nuovo Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, macchia mediterranea che, ai fini della realizzazione delle opere, è stata estirpata su una vasta superficie.

La zona fa parte di un più ampio comprensorio boscato caratterizzato dalla presenza di essenze tipiche dalla macchia mediterranea dove sono radicate prevalentemente le seguenti specie arbustive: Fillirea (Phillyrea latifolia), Lentisco (Pistacia lentiscus), Perastro (Pyrus pyraster), Olivastro (Olea europea var. sylvestris), Rosmarino (Rosmarinus officinalis). L’area in questione è tutelata dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (Decreto Legislativo 42/2004) ed è ubicata ai margini del Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine”, da cui dista poco più di 200 metri.

Per tali opere il Comune di Crispiano, ritenendo che l’area di intervento non fosse interessata da alcuno specifico provvedimento di tutela paesaggistica, aveva rilasciato un permesso di costruire senza aver richiesto e acquisito preventivamente il nulla osta sul predetto vincolo, atto previsto per legge, propedeutico al rilascio di qualsivoglia autorizzazione. Ciò ha portato alla denuncia a piede libero di ben nove persone, tra cui l’amministratore unico della società proprietaria, il direttore dei lavori e funzionari pubblici, per reati di abuso d’ufficio, soppressione e distruzione di bellezze naturali in area boscata e per falsità ideologica commessa da pubblici ufficiali in atti pubblici.

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