Cronaca

Tra Claudio Baglioni e Taranto sboccia un “piccolo grande amore”. Tutte le foto

Tre ore di canzoni, tre generazioni a confronto: il cantautore incanta il pubblico del PalaMazzola


E’ un “tutto esaurito” già scritto quello di Claudio Baglioni al PalaMazzola di Taranto. Il “ConVoi ReTour” sostenuto dalle nuove canzoni dell’album inedito appena uscito, è un altro enorme successo del cantautore romano. Ha seminato bene in più di quarant’anni di attività. Baglioni è stato sempre coerente con la sua vena artistica. Ha scritto, cantato e girato quando ne aveva voglia. Quando aveva delle cose nuove da proporre al suo pubblico, che non fosse la stessa canzone d’amore. Non ha mai pensato a fare le cose “a scadenza”. D’accordo i primi tempi, Questo piccolo grande amore, E tu, Sabato pomeriggio e poca altra roba appresso. Da un certo momento in poi, quando è diventato padrone del suo destino, del suo “cartellino”, come un giocatore, possibilmente della sua Roma, la musica è cambiata.

Così, come nel concerto di Taranto, si è misurato con le cose nuove, la voglia di fare e cantarcele per tre ore secche di spettacolo. Al PalaMazzola ieri sera erano in molti a chiedersi dove Baglioni prendesse tutto quel fiato, quella voce. Facile. Ogni giorno, tempo permettendo, se non in mare in piscina, Baglioni si fa almeno un paio di ore di nuoto. Sviluppa la capienza, come fanno i cantanti lirici che nei polmoni hanno pneumatici. Si spende bene, il pubblico lo accompagna e lui, il Claudio Nazionale, l’unico, si eclissa solo al cambio degli abiti di scena. L’arte della ricostruzione, un Baglioni più civile, con il suo sguardo sempre oltre, con quella speranza antica che ci riporta alla lunga strada più volta narrata nella sua poetica musicale. Lo spazio scenico è un cantiere, murales sui quali scrivere la storia, l’amore, le speranze, i sogni di intere generazioni che si abbracciano proprio grazie alla sua musica. Soddisfatti gli organizzatori tarantini. Quelli del tour nazionale lo sono da quando Baglioni lo scorso anno aveva deciso di riprendere a girare l’Italia “Con tutto l’amore che posso”, per dirla con una sua canzone.

Introdotto dalle note di In Cammino, attacca con Notte di Note Note di Notte. Canta E Tu come Stai?, Dagli il via, Acqua dalla luna, Amori in corso. Le canzoni hanno un bell’arrangiamento. Sono speculari ai tredici elementi, fra musicisti e coristi, che sul palco si guadagnano la pagnotta. Seguire un Baglioni così in forma è impresa titanica. Ecco Con tutto l’amore che posso, una delle sue più belle. Non risente degli anni. Del resto è come lui, Baglioni, che col passare del tempo, come il buon vino, migliora. C’è l’invito ad accendere i cellulari, la luce rossa degli smartphone. Domani Mai. Arriva Quante volte, Sono io e il secondo invito: cellulare e luce gialla.

Tocca ad Andiamo a casa. Poi un salto indietro: Poster, Amore Bello, Io me ne Andrei, Un Nuovo Giorno un Giorno Nuovo e Gagarin. Gioco di teli, calano e scompaiono insieme con il titolo delle canzoni: Dieci dita. E chi ci ammazza, In un’altra Vita. E’ la volta dei palloncini e Cuore di aliante, Noi no e Quanto ti voglio. Poi E tu, Porta Portese e Avrai. Durante quest’ultima canzone, una palla argento luminosa brilla in alto. Io Sono Qui, E adesso la pubblicità e l’immensa Mille Giorni di te e di me. Il mondo di Claudio Baglioni è una giostra infinita: Sabato Pomeriggio, W l’Inghilterra, Notti, Questo piccolo grande amore e Strada facendo. Claudio invocato a gran voce prosegue. La Vita è Adesso e Via. Ringrazia i musicisti. Con Voi e i saluti, accompagnato dalle stesse note che lo hanno introdotto, In Cammino.

Non è stato un collage di canzoni, ma di emozioni. Quelle sì. E’ un tour con il quale potrebbe girare per anni Italia, isole comprese. Anche la sua musica è un cantiere aperto, le sue canzoni, maturate su quelle tavole, cambierebbero fisico, struttura. Resterebbero belle, potenti, come la voce dell’artista della porta accanto. Un “grazie” a Baglioni dal pubblico tarantino. E un invito, lo diceva all’uscita del palasport di via Battisti. “Purchè non ci faccia aspettare altri otto anni!”.  I tarantini non si stancherebbero mai di Claudio.

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