05 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Agosto 2021 alle 00:03:00

Cronaca

Corsi universitari a Taranto ancora fermi: rischio chiusura

L’sos da Taranto arriva in Regione: si convochi subito un tavolo


Corsi sanitari a Taranto: è ancora tutto fermo. E quella che scaturisce dall’assemblea tenuta ieri al Politecnico non è una buona notizia. Perchè, in assenza di docenti, e col tempo che passa, diventa sempre più concreto il rischio di perdere questa fetta di offerta universitaria in riva allo Ionio. Da Taranto l’appello arriva a Bari, in Regione. All’ente si chiede di convocare subito un tavolo.

Sulla questione interviene il consigliere regionale Anna Rita Lemma (Pd): “Ho partecipato ieri all’assemblea degli studenti e dei docenti, svolta nell’aula magna del Politecnico di Taranto, convocata per discutere sul rischio di chiusura dei corsi di laurea di Fisioterapia, Scienze Infermieristiche e Tecnico della Prevenzione Ambientale. Una situazione, quella dei ragazzi e dei loro professori, che necessita di un urgente approfondimento istituzionale rivolto alla definizione delle soluzioni possibili. Il caso è noto e passa soprattutto dallo sblocco dei fondi attualmente fermi in ministero e utili al finanziamento dei corsi nell’ambito di una intricata e controversa vicenda amministrativa. L’assemblea di ieri ha messo a nudo le posizioni legittime delle docenze e le aspettative fondamentali degli studenti e delle loro famiglie che di certo non intendono assistere alla chiusura di tre corsi di laurea sui quali ognuno ha investito tempo e sacrifici in termini economici e personali”. La dimostrazione sono le manifestazioni che  ad ottobre hanno avuto come protagonisti gli studenti.

“Una scelta di futuro che a Taranto, in tema sanitario, per ovvie ragioni, vale doppio – ricorda Lemma. Questo territorio non può perdere un pezzo di formazione sanitaria (al di là delle ragioni accademiche) anche per le caratteristiche purtroppo peculiari in termini di emergenza ambientale i cui effetti sono ormai documentati”. Arrivando al punto: “Tanti docenti hanno rinunciato ai corsi di Taranto per l’assenza di fondi che aggrava i ritardi nei pagamenti delle somme dovute dal Politecnico, a sua volta creditore della Regione che, a sua volta, attende i fondi dal Ministero Economia e Finanze. La situazione, rispetto a due mesi fa, non è di fatto mutata. Per questa ragione, ho chiesto al presidente Nichi Vendola di convocare al più presto un tavolo di confronto affinché una soluzione possibile e a breve termine possa essere individuata. I rischi sono due: il primo è che i corsi non partano nemmeno entro dicembre. Il secondo, più grave, è che la programmazione accademica 2015-2016 non contempli i corsi sanitari tarantini. Occorre un numero congruo di docenti affinché i corsi possano essere accreditati. Al momento, alla luce delle rinunce in atto, a Taranto questo numero non c’è”. Da qui, l’accorato appello del preside Livrea, ieri in aula magna, affinché si possano trovare a stretto giro soluzioni tampone (in attesa dello sblocco dei fondi) o che possa rapidamente essere risolta una vicenda amministrativa che muove i suoi zoppicanti passi dal 2000.

“Ma il polo tarantino va potenziato, non tagliato! Il tavolo regionale di confronto, e mi auguro risoluzione, si rende necessario e naturalmente urgente”.

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