Cronaca

Il delitto Scazzi. Zio Michele, no al nuovo show

La Corte d’Appello ha respinto la richiesta dell’esame e di una perizia. Battaglia sulle celle telefoniche: dovevano essere accertamenti irripetibili


Disco rosso dei giudici della Corte d’Appello alla difesa di Michele Misseri. Non ci sarà infatti un nuovo esame in aula di Michele Misseri: la Corte di assise di appello di Taranto, dinanzi alla quale si celebra il processo di secondo grado per il delitto di Sarah Scazzi, ha respinto le richieste difensive di perizia e di interrogatorio dell'agricoltore di Avetrana.

La Corte ha inoltre disposto la perizia trascrittiva di alcune telefonate, parte delle quali intercorse tra Sabrina Misseri e il padre Michele nelle prime ore del 7 ottobre 2010, quando l'agricoltore fece ritrovare i resti di Sarah Scazzi in un pozzo nelle campagne di Avetrana. Disposta anche l'acquisizione di alcuni documenti e sentenze, mentre la Corte non ha sciolto la riserva sulla richiesta dei difensori di Cosima Serrano di compiere un sopralluogo nella villetta dei Misseri ad Avetrana, scenario del delitto.

Accolte dai giudici le richieste della Procura generale di sospendere i termini di custodia cautelare per Cosima Serrano e Sabrina Misseri, entrambe condannate all’ergastolo e anche per Michele Misseri (ha l’obbligo di dimora). – La Corte, nella sua ordinanza, ha motivato la decisione con la complessità del processo, la gravità delle imputazioni e l'ampiezza dei motivi di appello (acquisizione di documenti, perizie, esame imputati, molteplicità dei fatti da esaminare tra di loro collegati, richiesta di sopralluoghi).
Ha quindi preso la parola l’avvocato Nicola Marseglia. “In questa vicenda – ha sostenuto il legale di Sabrina Misseri – non esiste una prova diretta”. Il legale ha lamentato un pregiudizio verso Sabrina da parte dei pubblici ministeri inquirenti.

Veniva interrogata come persona informata dei fatti mentre era già fortemente sospettata. Per questo Marseglia ha chiesto la inutilizzabilità dei verbali di sommarie informazioni della fase delle indagini. Marseglia prova così a demolire uno dei pilastri dell’impianto accusatorio: gli accertamenti dei Ros sulle celle telefoniche agganciate dai telefonini. Da qui deriva la prova del cellulare di Sarah prima in casa e poi nel garage dei Misseri, in via Deledda. L’accertamento sulla rete della telefonia mobiole di Avetrana non può essere effettuato di nuovo alla stessa maniera perchè il gestore nel tempo effettua delle modifiche sul sistema delle celle; quindi non è un accertamento ripetibile. Poichè non sono stati disposti come tali, quindi, con la possibilità degli indagati di nominare dei periti di parte. Inoltre i carabinieri dei Ros incaricati dai pm hanno effettuato una simulazione tecnica non utilizzando i cellulari degli imputati e della vittima ma un apparecchio Sony Ericsson, un software che aggancia  il segnale. Non essendo stati disposti come accertamenti irripetibili quindi nel rispetto delle norme che li disciplinano e per la difesa non sono utilizzabili. E’ quindi intervenuto Franco Coppi che ha insistito sull’inutilizzabilità dei verbali relative alle sommarie informazioni e sugli accertamenti relativi alle celle telefoniche.

Sono quindi intervenuti gli avvocati Lorenzo Bullo (per Carmine Misseri) e Franco De Iaco (per Cosima Serrano). Battono tutti sulla irripetibilità degli accertamenti sulle celle telefoniche, rilievi ai quali si è associato l’avvocato Rella. Diventa questo il leit motiv del processo. Se crollano le celle telefoniche rischia di crollare il processo. In quanto a Michele Misseri può rendere dichiarazioni spontanee in quanto è imputato. Dopo l’intervento del pg Montanaro l’udienza è stata aggiornata.

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