26 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Gennaio 2021 alle 15:19:23

Cronaca

Morte in Ilva, tutti assolti in appello

Gli imputati erano accusati di omicidio colposo


In primo grado era stato assolto l’ex direttore dello stabilimento, Luigi Capogrosso. In appello sono stati scagionati invece anche gli altri tre imputati, accusati di omicidio colposo. Nessun colpevole per la morte di Vito Rafanelli, il 33enne operaio dell'Ilva originario di Molfetta, morto il 22 agosto del 2006, cinque giorni dopo il drammatico incidente sul lavoro mentre era in servizio nel reparto Tul2.

Un pesantissimo cilindro gli cadde addosso mentre stava sbloccando una cianfrinatrice. Operato d'urgenza, per cinque giorni fu ricoverato nel reparto di rianimazione. Sotto processo erano finiti l’allora direttore dello stabilimento siderurgico Luigi Capogrosso, il dirigente dell'area tubifici Antonio Mignogna, il responsabile e il capo reparto del Tul 2, Angelo Solito e Siro Cantiani, ritenuti responsabili di omicidio colposo. Capogrosso quale datore di lavoro e gli altri tre imputati non avrebbero adottato le misure necessarie ad evitare incidenti sul lavoro, ad assicurare a tutti gli operatori la necessaria formazione e ad informare gli addetti in quel reparto dei rischi specifici che correvano. Almeno, secondo l’accusa. Ma prima il giudice monocratico, poi l’appello, hanno scelto per l’assoluzione degli imputati, assistiti dall’avv. Egidio Albanese.

Intanto, con l’annunciato sblocco del prestito ponte arriveranno regolarmente stipendi e tredicesime ai lavoratori Ilva, come aveva già anticipato Antonio Talò (Uilm) a Taranto BuonaSera nei giorni scorsi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche