Cronaca

In tremila contro la violenza


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TARANTO – L’Arcivescovo incontra 3mila bambini. Si tiene questo pomeriggio, con inizio alle 16 al Tursport di San Vito (ingresso gratuito), l’iniziativa nell’ambito del progetto “cambia gioco”, che mira ad incentivare l’abbandono delle armi giocattolo e ogni forma e simbolo di violenza nell’età dell’infanzia. Nel corso della giornata ci sarà lo spettacolo del Mago Fracasso “Sui fili della fantasia – Uno scherzo per la pace: la pace non è uno scherzo!”.

Il progetto “cambia gioco” è ospite dell’incontro Diocesano organizzato dalla pontificie Opere Missionarie e dalla Pontificia Opera Infanzia Missionaria di Taranto. La manifestazione giunta all’undicesimo anno avrà come tema: “Sorridi e il mondo cambierà – Anche tu come Gesù”. Saranno presenti don Ciro Santopietro (Direttore Ufficio Missionario Diocesano), Lina Adinolfi (Delegata Ufficio Missionario Diocesano), Erminia Rondinelli (Incaricata Diocesana Pontificia Opera Infanzia Missionaria ) e l’Arcivescovo di Taranto mons. Filippo Santoro. “L’ufficio Missionario Diocesano segue con molta attenzione il mondo dell’Infanzia – dice Lina Adinolfi delegata Ufficio Missionario Diocesano – sia per i continui suggerimenti del Santo Padre, sia per la ricchezza degli itinerari formativi proposti dalla Segreteria Nazionale della Pontificia Opera dell’Infanzia Missionaria. Per questo coinvolgiamo i nostri ragazzi in un cammino di riflessione che si conclude con un incontro festa dal titolo, “Sorridi e il Mondo Cambierà”, tema di quest’anno è “Anche tu come Gesù””. L’obiettivo del progetto è quello di dare speranza ai giovani: “Questo cammino che percorriamo insieme – dicono i referenti del progetto “cambia gioco” – ha come obiettivo immediato la formazione dei ragazzi alla missione e cioè alla condivisione di ciò che sono e di ciò che hanno con i loro coetanei di tutto il mondo e, in modo particolare, della fede, della pace e della speranza in un mondo migliore. Questo percorso inoltre ha lo scopo di coinvolgere gli adulti affinché vivano e testimonino, in prima persona, l’impegno missionario facendosi educatori dei ragazzi”.

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